12 Settembre 2023

Ansia: riconoscere i trigger che la attivano e rinforzano

Se soffriamo d’ansia potremmo avere già notato che ci sono alcuni eventi, situazioni, ma anche comportamenti o strategie che possono esacerbare il problema. Se invece stiamo iniziando a cercare informazioni in merito potrebbe esserci utile conoscere alcuni schemi che perpetuati possono incrementare il nostro malessere.

Nel corso degli anni potremmo aver già notato una particolarità legata all’ansia. Ci sono infatti situazioni, eventi e anche azioni che peggiorano il nostro malessere. Nel gergo tecnico della psicologia e della psicoterapia questi fenomeni prendono il nome di trigger.

Con questo termine facciamo riferimento a uno stimolo, a un qualcosa che ci fa “scattare”. Riferito all’ansia quindi il trigger è quel fattore che ci porta a percepire con maggiore intensità questo stato che ci fa stare male.

Preoccupazione immotivata, angoscia, persino panico sono tutte condizioni che in qualche modo si attivano agendo ad ondate. Riconoscere questi stimoli allora è il modo migliore per avere consapevolezza gestendo, e non solo subendo, la problematica. Un modo, in pratica, per coltivare e allenare il più possibile il nostro benessere psicofisico.

I trigger dell’ansia: quali potresti star sperimentando?

Esistono diversi trigger che possono portarci ad avvertire l’ansia come parte preponderante della nostra quotidianità. In particolare potremmo suddividerli in 4 categorie. È così che abbiamo gli stimoli connessi al:

  • futuro con quella che possiamo denominare anche ansia anticipatoria;
  • presente che si lega a come ci approcciamo alla vita quotidiana;
  • passato se siamo più concentrati su quello che è già avvenuto rispetto al fluire del tempo;
  • ragionamento mentale quando siamo completamente immersi nei nostri pensieri che diventano quasi delle ossessioni.

Analizzando nel dettaglio questi quattro assi, possiamo scoprire alcune informazioni utili che possono aiutarci nello scoprire cosa rinforza questo malessere. Ad esempio quando siamo troppo proiettati nel futuro potremmo vivere con ansia se dobbiamo fare un programma o un cambiamento per i periodi che verranno.

Allo stesso modo potremmo sentirci peggio quando ci viene chiesto di pensare a cosa faremo da grandi o della nostra vita in generale. Quando lo stimolo dell’ansia è legato al presente invece potremmo vedere peggiorare i sintomi ogni volta che ci confrontiamo con gli altri. O quando siamo chiamati a prendere parte a un evento sociale o fuori dal nostro ambiente abituale.

Al contrario quando l’ansia si collega al passato, a farci stare male è il continuo rimuginare sugli errori commessi (veri o presunti che siano). Proseguendo anche una semplice non risposta da parte degli amici o nervosismo dell’altro nei nostri confronti farà scattare in noi mille retropensieri.

Il messaggio latente che funge da trigger infatti sarà sempre l’attivarsi della domanda: avrò commesso qualcosa di male? Sarà stata colpa mia? Questo anche quando in realtà non c’è nulla di oggettivo a poterci spingere verso questi pensieri. O anche quando la non risposta così come l’assenza o il comportamento dell’altra persona dipenderà solamente da imprevisti e altri fattori che non ci riguardano.

dal web

Meno testa, più corpo e presenza contro l’ansia

Un altro trigger potente per quanto riguarda l’ansia lo troviamo a partire da una tendenza che è comune a molti di noi. Nel quotidiano difatti troppo di frequente tendiamo a passare gran parte del nostro tempo alle prese con ragionamenti continui.

A volte è un mentalizzare ogni aspetto della realtà che ci allontana dal sentire in profondità. È questo processo che ci porta a concentrarci su dettagli insignificanti torturandoci di ragionamenti che diventano quasi delle ossessioni.

Anche il perfezionismo estremo che ci colpisce sia nel lavoro sia nella vita privata non ci aiuta ad allentare la presa. Esso nutre invece la nostra ansia. È questo cortocircuito di fattori che ci porta a sentirci stremati dai pensieri e dalle preoccupazioni. Sopraffatti dallo stress e dall’ansia, in continua lotta contro lo scorrere frenetico delle giornate. Per invertire la rotta limitando l’ansia potrebbe perciò esserci utile tornare al corpo, al concreto, smettendo di vivere unicamente nel pensiero logico. In questo ci può aiutare sia la mindfulness sia la psicoterapia cognitivo-comportamentale

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