10 Novembre 2021

Psicoterapia cognitivo-comportamentale: che cos’è e come funziona

Che cos’è la psicoterapia cognitivo-comportamentale? Come funziona e per quali problematiche psicologiche può essere di aiuto? Hai incontrato questa etichetta molte volte e non sai bene che cosa voglia dire. Esistono diverse branche nella psicoterapia e questo in alcuni casi può provocare confusione. Approfondiamo insieme questo approccio e le sue caratteristiche.

Quando incontri per la prima volta questa espressione, psicoterapia cognitivo-comportamentale, le domande possono essere tante. Per esempio che cos’è? Quanto dura e per cosa è efficace? O ancora “fa per me”?

Proviamo a fare chiarezza partendo dal definire di che cosa si tratta. Con l’etichetta psicoterapia cognitivo-comportamentale o Cognitive-Behaviour Therapy (CBT) indichiamo un gruppo di terapie eterogenee attinenti al ramo:

  • Cognitivo, ovvero dei pensieri
  • Comportamentale, cioè connesso ai comportamenti
  • Immaginativo

Queste tecniche vengono utilizzate con l’obiettivo di aiutarti nel riconoscere e cambiare i pensieri disfunzionali eche ti fanno stare male. Tutto il processo parte innanzitutto dal prendere consapevolezza e dal riconoscere i pensieri ricorrenti che tornano in modo ciclico e che ti danneggiano nel quotidiano. A seguire attraverso le diverse soluzioni proposte sperimenti e impari nuove strategie per far fronte al tuo momento di difficoltà fin da subito.  

Pensieri, emozioni, comportamenti: un cerchio in movimento.

Perché partiamo proprio dai pensieri ricorrenti e dal riconoscimento di quelli che vengono classificati come disfunzionali? Il motivo è semplice e si ricollega a uno dei presupposti cardine della psicoterapia cognitivo comportamentale. La terapia si fonda infatti sul modello cognitivo. Secondo questo approccio esiste in ognuno di noi una stretta correlazione tra tre elementi:

  • I nostri pensieri
  • Le nostre emozioni
  • I nostri comportamenti

Sono questi tre tasselli a interagire fra loro e a dare vita a quelle dinamiche che hanno poi come conseguenza l’originarsi del nostro malessere psico-fisico. Nella pratica infatti si viene a creare una sorta di cerchio in cui i nostri pensieri tendono a creare dentro di noi alcune emozioni.

Photo by Ryan Gagnon on Unsplash

Queste ultime a loro volta finiscono per dare vita di riflesso a determinati comportamenti. Comportamenti e azioni che agiscono come un rinforzo spesso negativo sui nostri pensieri. E il ciclo continua ad alimentarsi a ritmo continuo.

Ecco perché l’obiettivo della psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT) è sostenerti affinché tu possa individuare i pensieri ricorrenti e gli schemi disfunzionali. Dal riconoscimento e dalla modifica di queste mappe di ragionamento e d’interpretazione della realtà si arriva alla riscoperta e al rinforzo del tuo stato di benessere psico-fisico.

Piccolo identikit della psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Guardando nel dettaglio ci sono alcune caratteristiche da tenere a mente quando parliamo della terapia cognitivo-comportamentale. Uno dei fattori da considerare è l’importanza che riveste lo sperimentare nella realtà nell’acquisizione di nuovi schemi più funzionali. Questa prospettiva difatti si differenzia da altre psicoterapie per l’approccio pratico, pragmatico, concreto che guida ogni intervento.

La psicoterapia cognitivo comportamentale si contraddistingue inoltre per essere attiva e direttiva. Durante la sessione la psicoterapeuta aiuta perciò a identificare il problema e propone poi una serie di esercizi. Promemoria, azioni, attività che replichiamo poi nella vita di tutti i giorni.

Nello specifico durante la terapia ci focalizziamo sui problemi, sui pensieri e sui sintomi. Non analizziamo il passato, ma ci concentriamo sul presente e su quello che sentiamo. Analizziamo le emozioni, i comportamenti, i pensieri che si collegano a questi due elementi e che nel quotidiano ci stanno mettendo in difficoltà.

Osserviamo per riconoscere e poi individuare nuove strategie più funzionali da mettere in campo nell’immediato. Per le sue stesse caratteristiche la terapia cognitivo-comportamentale è quindi breve. Ogni percorso sarà però differente perché ogni persona ha esigenze, sintomi, percezioni diversi.

Da ultimo è bene sottolineare come la psicoterapia cognitivo comportamentale sia una terapia collaborativa e validata in ambito scientifico. Ne consegue che essa è indicata nel trattamento di disturbi psicologici quali:

  • l’ansia e/o gli attacchi di panico
  • la gestione dello stress
  • la gestione della rabbia
  • la depressione
  • il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC)
  • i disturbi alimentari e/o il disturbo da dismorfismo corporeo
  • il disturbo Borderline di personalità
  • i disturbi sessuali
  • i problemi di coppia

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