30 Gennaio 2020

Accogliere i momenti felici con gratitudine e mindfulness.

Allenare la gratitudine attraverso una pratica quotidiana è la via migliore per sperimentare un reale cambio di prospettiva e vivere con consapevolezza il momento presente. Una percezione più aperta e positiva delle nostre giornate che ha effetti benefici sul nostro benessere psicofisico. Conosciamo più da vicino questo approccio.


Abbiamo già parlato dell’importanza della gratitudine nella vita di tutti i giorni, come puoi leggere qui. Riscoprire questa determinata prospettiva richiede tempo e volontà. Dopotutto è molto più semplice farsi catturare dalle incombenze quotidiane e dalle percezioni diffuse che pensare a qualcosa di impalpabile come l’essere grati.

Eppure, nonostante tutto, la gratitudine può essere riscoperta e allenata impegnandoci di volta in volta a cercare questa minuscola gemma in ciò che viviamo. È una scelta che possiamo compiere trasportati dal non volerci accontentare dello status quo e dal desiderio di voler vivere e approcciare il mondo con un altro spirito. Un’apertura che influirà sul nostro intero mindset e che avrà, da subito, un impatto forte sulle nostre sensazioni ed emozioni.

La gratitudine? Una qualità da esercitare.

Photo by Pro Church Media on Unsplash

Come si allena la gratitudine? La domanda appare spontanea: non si tratta, infatti, di un muscolo da rafforzare attraverso lo sport. Sebbene questo sia vero, rimane un fatto altrettanto innegabile. La capacità di vedere il lato positivo della realtà, di riconoscere il buono che è nelle nostre vite e di ringraziare per quanto ricevuto, ottenuto e vissuto è un talento nel senso più ampio del termine. Un’attitudine che possiamo fortificare e potenziare per mezzo della pratica quotidiana.

È un po’ come quando si impara ad analizzare un quadro, all’inizio non si è abituati a cogliere determinati dettagli, stili o riferimenti subliminali a culture o contesti più profondi.  I tratti sembrano tutti uguali e guardiamo l’opera d’arte senza apprezzarla realmente, ma semplicemente interagendo superficialmente. È solo con l’esercizio e un’interazione più stretta con essa che possiamo conoscerla intimamente e a individuare il valore aggiunto che può costituire per noi. Con concentrazione, dedizione e passando attraverso molti esempi si arriva infine ad affinare quello che potrebbe essere rinominato il “senso”, l’occhio artistico.

In maniera similare al processo appena descritto possiamo insegnare alla nostra mente a notare ed enfatizzare gli aspetti positivi che riempiono la nostra vita. Spostando il nostro focus ridimensioneremo il negativo togliendogli l’incredibile potere che può esercitare sulla nostra psiche. Per farlo dobbiamo impegnarci a ricercare attivamente il bello e il buono che costellano le nostre giornate ovvero tutti quegli elementi, piccoli o grandi che siano, che possono farci sentire grati.

Gratitudine e momento presente: i tre sì.

Una delle prime pratiche che possiamo sperimentare per far entrare la gratitudine nella nostra vita è individuare e scrivere almeno tre motivi per cui siamo realmente grati. Ogni giorno possiamo, quindi, ritagliarci un momento da dedicare a questa attività.

Non devono per forza essere motivazioni enormi; possono essere cose, oggetti, eventi, incontri, istanti di qualsiasi genere. L’acquisto di quell’orologio che ci piace, l’incontro casuale con un amico che non vedevamo da tempo, l’essersi svegliati pieni di energia, un invito inaspettato, un gesto gentile da parte di uno sconosciuto o di un collega.

I motivi di gratitudine possono essere i più diversi. Quel che conta davvero sopra ogni altro aspetto è ricercarli con costanza, se possibile ogni giorno e sforzarsi di trovarne almeno tre anche se la giornata appare complicata o terribile. Tre momenti sì – piccoli o grandi – ogni giorno, tutti i giorni: questa è la strategia migliore per accogliere nella nostra vita una prospettiva differente. Una percezione di ciò che ci circonda più aperta e positiva che porta respiro e sollievo alla nostra mente non più appesantita o occupata dal rimuginio continuo su ciò che non ha funzionato. E proseguendo con questa pratica diverrà sempre più semplice vivere spostare il focus, vivere il momento presente con più leggerezza assaporando la bellezza che ci circonda.


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