26 Dicembre 2019

Self-compassion: atti d’amore per spazzare via vergogna e autocritica.

La compassion e la self compassion nascono affinché l’amore per noi stessi possa proliferare e diventare un elemento centrante della nostra vita. Per far sì che questo accada possiamo mettere in atto alcune semplici strategie che, unite a una pratica costante, ci aiuteranno a trasformare tutti quegli aspetti che abbiamo sempre vissuto come note stonate all’interno di una meravigliosa melodia. Vediamo come fare.


Fin dal primo momento in cui ci affacciamo a questa vita esiste una condizione che ciascun essere umano ricerca con tutto il suo essere. Un bisogno primario e fondante che equivale al respirare aria o alla necessità di bere acqua quando siamo assetati. Stiamo parlando del sentirsi amati, accettati, accolti. L’amore, quel sentimento a tratti così fluttuante e indefinito che è però alla base di ogni individuo che possa definirsi felice, realizzato, sereno.

Il problema in molti casi non è tanto la ricerca quasi infinita di questa condizione, ma il focus che utilizziamo per trovare il nostro personale Santo Graal. Sì, perché se abbiamo detto che l’amore e il sentirsi amati sono i nostri diamanti più preziosi, gli ingredienti senza cui è impossibile anche solo pensare di stare bene e vivere una sensazione di appagamento reale non è detto che queste conferme debbano per forza arrivare dall’esterno. Anzi, tutt’altro.

Per essere davvero efficace l’intero processo deve partire da noi. Siamo noi che dobbiamo imparare ad amarci e ad accettarci così come siamo dando valore, attenzione e rispetto a noi stessi.

Praticare la compassione verso se stessi.

A parole sembra semplice, ma come possiamo fare se non riusciamo ad avvertire questo potente sentimento verso noi stessi? La soluzione si riassume in un’unica parola: allenandoci!

Che si tratti di un  corso dedicato come questo o di una serie di esercizi pratici da svolgere quotidianamente a casa abbiamo, infatti, numerose possibilità a nostra disposizione. La pratica costante produrrà in breve tempo i primi positivi frutti. Una sensazione diffusa di amore, apertura e benessere che illuminerà tutti i settori della nostra vita.

Meditare, focalizzare la nostra attenzione sui ricordi felici, imparare a vivere il momento presente. Queste sono solo alcune delle strategie che possiamo mettere in atto per sperimentare la self-compassion. A un primo sguardo possiamo interpretare questi suggerimenti come parole vuote, sentite e risentite, ma che non possono influire minimamente sul malessere che stiamo provando in quel preciso momento. Quel vuoto che sembra inghiottire qualsiasi gesto d’amore, quella vergogna per ciò che abbiamo fatto o non abbiamo fatto, quel costante rimuginio sul passato, quella vocina inflessibile che ci critica in continuazione contestando ogni sbaglio o passo falso. Quel perfezionismo che ci fa sentire sempre inadeguati e insoddisfatti fino a condurci addirittura all’auto sabotaggio.

La verità è che una prospettiva differente, più leggera e benefica, è più vicina di quel che crediamo. Basta voler cambiare la nostra mentalità e le nostre convinzioni limitanti con la consapevolezza che siamo noi gli artefici del nostro destino, della nostra felicità. Perché per quanto la nostra esistenza possa essere perfetta e ricca di successi, potremo essere appagati solamente quando saremo noi i primi a darci amore e cure continue.

Esercizi d’amore per una vita felice.

Per incrementare la self-compassion possiamo provare a inserire nella nostra routine quotidiana alcune pratiche che favoriscono il nostro benessere psicofisico. La prima azione che possiamo mettere in campo è l’ascolto empatico di noi stessi. Fermiamoci, dunque, un momento e apriamoci alle nostre emozioni.

A seguire diamo spazio a tutte le sensazioni, positive o negative, che albergano in noi. Respirando, rallentando il ritmo e concentrandoci su ciò che stiamo vivendo potremmo rimanere meravigliati dalle percezioni che emergeranno. Quell’angoscia diffusa che pensavamo fosse parte di noi potrebbe essere in realtà legata a uno specifico progetto o a un evento ipotetico più circoscritto.

Quei fastidiosi disturbi psicosomatici prima di un incontro potrebbero rivelare la vergogna che ci attanaglia per un fatto del passato. L’ansia e l’inadeguatezza di fronte a un cambiamento potrebbero nascondere al loro interno la gioia per quella novità, il risentimento verso un amico a causa di un suo comportamento potrebbe mostrarci una nostra paura.

Da ultimo dedichiamoci attivamente a noi stessi coccolandoci e riservandoci alcune speciali attenzioni. Praticare il nostro sport preferito, prenderci del tempo per seguire un hobby, trascorrere una giornata occupandoci della nostra salute e organizzando momenti speciali che soddisfino i nostri desideri o sogni. Insomma, il nostro nuovo mantra dev’essere: io mi scelgo e curo il mio benessere.


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