rallentare

22/04/20 Blog # , , , , ,

Mindfulness e benessere emotivo: la calma arriva rallentando

Il ritmo frenetico, imposto da sempre, ha mostrato le sue limitazioni. In breve sono emerse le difficoltà e l’ansia generate da una routine che prima era fitta di impegni e ora è del tutto sconvolta. Per compensare, abbiamo cercato di tenerci impegnati a ogni ora del giorno rafforzando così la stanchezza mentale. Per invertire il senso di marcia scegliamo di fare meno riscoprendo l’intenzionalità alla base delle nostre azioni.


Una celebre frase inglese sostiene “Don’t be busy, be productive” che tradotta significa non essere impegnato, sii produttivo. In poche parole viene dunque riassunta un’intera prospettiva in netta controtendenza rispetto alle nostre abitudini. Di frequente, infatti, la tentazione che tutti noi sperimentiamo è quella di riempire la nostra agenda e le nostre giornate. Il risultato è sotto gli occhi di tutti noi: corriamo senza rendercene conto, ci affanniamo e continuiamo ad aggiungere impegni da incastrare in un tempo sempre più limitato.

Corriamo talmente tanto da essere costantemente stanchi, affaticati fisicamente e mentalmente. E lo facciamo da così tanto tempo e con così tanta energia da sentirci persi se e quando un imprevisto ci costringe a rivedere i nostri piani, svuota la nostra scaletta e ci obbliga a fermarci. Il coronavirus ha mostrato proprio questa dinamica sotterranea che spinge le persone a tenersi perennemente occupate, a non fermarsi mai nella riproduzione malfatta di una gara senza scopo.

La calma ha bisogno di più di uno stop forzato.

Nonostante ciò non basta che gli eventi cancellino i nostri impegni affinché la nostra mente si rigeneri, si calmi e viva senza essere immersa nell’ansia. Al contrario proprio perché siamo così assuefatti a questa giostra veloce potremmo sperimentare un conflitto tra tendenze contrapposte. Una tensione cognitiva che potrebbe caricarci di ulteriore angoscia, frustrazione e rabbia. Sì perché sebbene l’evidenza ci consigli di rallentare noi potremmo voler continuare imperterriti con la nostra routine. Un tour de force fatto di incastri che ci fa sentire però in ogni caso improduttivi, stanchi, demotivati.

Che fare allora? La risposta è tanto semplice da sembrare controintuitiva. Facciamo meno, ma con più intenzionalità e motivazione. Riduciamo e concentriamoci su ciò che è presente nella nostra giornata. Assaporiamo il momento, immergiamoci completamente nell’istante. Non corriamo subito con la mente altrove, pensando a quale attività aggiungere alla nostra lista infinita. Non fingiamo che sia tutto uguale a prima: non lo è e non lo potrà essere nell’immediato. Questo non vuol dire che sia di per sé negativo. Possiamo scegliere di vedere questo periodo come una possibilità, un’apertura a un contesto più calmo.

Cambiare prospettiva e ridurre: le due fasi per la calma.

Photo by Hello I’m Nik 🎞 on Unsplash

Il ritmo scorre più lento e noi non dobbiamo per forza adeguarci a standard sempre più alti. La nostra vita non è una gara di velocità, semmai può trasformarsi in una camminata lenta e consapevole di cui gustare e fare nostro ogni passo. Un percorso prezioso che ci permette di conoscerci e di andare a fondo dei nostri desideri, dei nostri pensieri, della nostra identità. Apprezziamo i nostri pregi e difetti, le persone che sono a noi care e i piccoli grandi doni che abbiamo a disposizione. È una sfida quella a cui siamo chiamati a rispondere, ma vi possiamo stare di fronte con le nostre risorse emotive più profonde nella veste di aiutanti. Rafforzare l’empatia, la compassione, ricercare l’equilibrio e la calma, impegnarsi nell’essere presenti e consapevoli, migliorare o sviluppare la nostra resilienza e l’intelligenza emotiva sono infatti tutte opportunità che arricchiscono la nostra persona.

Per farlo, iniziamo dalle piccole cose. Rallentiamo e dedichiamoci a poche, semplice attività: facciamo una telefonata o una conversazione reale; scriviamo pensieri e riflessioni su un diario; leggiamo qualche pagina di un libro. Oppure pratichiamo qualche esercizio di mindfulness o di yoga, riordiniamo e facciamo pulizia nelle nostre vite affollate di oggetti, documenti, vestiti.  Manteniamo uno sguardo curioso, lasciamo andare il giudizio ed entriamo in confidenza con quegli aspetti che finora avevamo tenuto nascosti. Saranno amuleti che ci accompagneranno a lungo e che ci forniranno gli strumenti migliori per affrontare non solo questo periodo di emergenza, ma anche la futura e rinnovata quotidianità.


Ti è piaciuto l’articolo? Leggi anche Mindfulness in azione: quando la calma entra nel quotidiano.

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