14 Ottobre 2021

L’ascolto emotivo: come accogliere le emozioni e i segnali del corpo

Ogni giorno viviamo infinite emozioni. Evoluzioni, cambiamenti piccoli o grandi, che abitano il nostro corpo oltre che il nostro cuore e la nostra mente. Nel quotidiano per il nostro benessere psico-fisico, ma anche per la nostra serenità, è importante dedicare parte del tempo nel recuperare questa connessione speciale. Una possibilità che ci aiuta in questo passaggio delicato è l’ascolto emotivo.

Tutti noi siamo fatti di materia, di idee e di emozioni. Troppo spesso nella società attuale ci siamo dimenticati della connessione preziosa, potente, unica che lega il corpo alla nostra psiche. Noi persone infatti non siamo solo scatole che fanno cose, si muovono o interagiscono fra loro. Siamo molto di più, siamo intrisi da molteplici emozioni. Sentimenti, stati d’animo che sono connessi al nostro benessere e che di frequente vogliono comunicare con noi.

È così quando un mal di testa fortissimo ci ingabbia per via dello stress, della rabbia, dell’ansia o delle preoccupazioni. O quando sperimentiamo la tristezza o la paura e ci sentiamo avvolti da una nube nera o avvertiamo lo stomaco stretto in una morsa. Oltre alla componente fisica di cui dobbiamo di certo prenderci cura c’è però anche tutta un’altra parte collegata alla mente e al cuore.

Per poter rafforzare e ritrovare il nostro benessere completo allora dobbiamo dedicare tempo ed energie a recuperare quella connessione innata. Come? Una possibilità è praticare l’ascolto emotivo. Un modo questo per accogliere le emozioni e i segnali che il nostro corpo ci sta inviando e che abbiamo silenziato per lungo tempo.

Stare nell’ascolto emotivo del corpo.

Ogni giorno le nostre giornate sono delle enormi liste di attività da spuntare. Il correre e il cercare di essere sempre performanti però rischia alla lunga di staccarci, di disconnetterci dal corpo. Allo stesso modo lo scorrere in continuazione il feed dei social network e il reagire agli eventi può allontanarci sempre più da noi stessi. Ecco perché l’ascolto emotivo può rivelarsi una pratica così benefica se inserita nella nostra routine.

È un tornare nella nostre pelle, nelle nostre sensazioni e percezioni. È uno stare a contatto con tutte le nostre parti che equivale a un rientrare a casa. Se vogliamo possiamo vederlo come l’opposto di quello a cui siamo abituati nella vita di tutti i giorni. Non è un fare, un parlare, un reagire alle situazioni buttandosi a capofitto all’inseguimento del prossimo obiettivo.

Al contrario l’ascolto emotivo è uno stare, un fermarsi, un silenziare l’esterno per immergersi nel nostro essere. Un essere che ricordiamo è fatto di materia, di sensazioni, di emozioni e non è mai un qualcosa di fisso o statico. In qualsiasi momento allora possiamo ritagliarci una pausa dal mondo, dai suoi mille stimoli, e osservare quel che sta avvenendo in noi.

Alcune domande per accoglierci in profondità.

Non servono oggetti o pratiche complesse per attuare l’ascolto emotivo su noi stessi. Ci basta un attimo di tranquillità e la volontà di connettersi al corpo mantenendo uno sguardo curioso, non giudicante. Dopo un momento di silenzio chiediamoci:

  • Cosa sento? Che sensazioni avverto nel mio corpo?
  • Che emozioni sto vivendo in questo momento preciso?
  • Dove avverto l’emozione o la sensazione? In una mano, nelle gambe, nello stomaco?
  • Questa sensazione mi fa stare bene o è un qualcosa che non vorrei sentire?
  • Cosa c’è alla base della mia emozione?

Più saremo dettagliati nell’osservare e nel recepire i messaggi che il corpo ci invia e più diventeremo consapevoli di quello che stiamo sperimentando a livello emotivo. L’ascolto emotivo dunque si compone di alcune domande che hanno l’obiettivo di aiutarci a esplorare e accogliere in profondità emozioni e corporeità. Sotto questa luce esiste anche un’altra pratica benefica che ci può essere di supporto in questo caso come puoi approfondire qui

Quando pratichiamo l’ascolto emotivo diamoci tempo e lasciamo andare il giudizio. Affidiamoci alla self compassion e la detached mindfulness e accogliamo tutto ciò che emerge. Proviamo quel che proviamo e sentiamo quel che sentiamo, non ci sono emozioni giuste ed emozioni sbagliate. Ci siamo solo noi, persone degne di amore e valore con la nostra storia e il nostro personale bagaglio di vita.

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