12 Settembre 2020

Genitori, ragazzi e scuola: affrontare l’ansia dei nuovi inizi.

Come ogni anno settembre ritorna con il suo carico di aspettative, ansie e impegni da incastrare. Una situazione comune a tutti, ma che è ancora più stressante per chi da genitore si trova a doversi confrontare con il nuovo anno scolastico. Se poi a tutto questo uniamo le conseguenze particolari lasciate dal Coronavirus è facilmente intuibile come questo periodo possa mettere alla prova il benessere di ciascuno. Scopriamo come supportarci in questa nuova normalità.


Il periodo stressante che abbiamo vissuto e stiamo vivendo ha lasciato profondi contraccolpi emotivi su tutti noi. Possiamo non esserne del tutto consapevoli, ma di certo l’emergenza Coronavirus e la successiva quarantena hanno portato alla luce grandi cambiamenti che ci hanno toccato oltre che a livello fisico anche sul piano emotivo e mentale. Ora con l’inizio delle scuole, sia che siamo genitori sia che siamo chiamati a vario titolo a prenderci cura della formazione dei ragazzi, abbiamo di fronte a noi una nova sfida.

L’ansia normale collegata a questo periodo si somma infatti ad altre paure, preoccupazioni e incertezze riconducibili alla pandemia e alle indicazioni a cui rifarsi. Nella nostra società si tende sempre a sottovalutare il risvolto emotivo e psichico degli eventi. Se questo già nella quotidianità può avere effetti negativi, ora più che mai diviene prioritario spostare il nostro focus. Non basta infatti essere preparati dal punto di vista “tecnico” sulle procedure da sostenere. No, al contrario è necessario dare spazio e modo alla nostra parte più emotiva di accogliere i cambiamenti senza ignorarla o silenziarla. Il rischio infatti è che senza questa possibilità si tenda una volta di più a boicottare e limitare il nostro benessere emotivo e psico-fisico.

Condividere per supportare: non siamo soli.

Un punto fondamentale a cui possiamo sempre tornare è l’importanza dell’ascolto di noi stessi e di chi amiamo. Troppo spesso siamo portati a credere che quello che stiamo vivendo sia una condizione unica, che nessuno comprende perché nessuno vive. Ecco, in questo caso, diviene prioritario fare un cambio completo di prospettiva. Come?

Aprendoci all’esterno e parlando di ciò che ci preoccupa, di ciò che ci spaventa, di ciò che ci fa arrabbiare o intristire. Insomma, l’essenziale è raccontare le nostre emozioni di qualsiasi genere siano senza censure e senza giudicarci.

Proviamo quello che proviamo, sentiamo quello che sentiamo e va bene così. Non c’è un’emozione giusta e una sbagliata davanti agli eventi e soprattutto ai nuovi inizi o agli stravolgimenti che possiamo trovare lungo la nostra strada. Condividere ci permette di togliere potere a quelle frasi e/o ossessioni che continuano a ripresentarsi sotto varie forme nella nostra mente. Un dialogo aperto e sincero illumina le zone d’ombra e ci restituisce energia e speranza perché avvertiamo che non siamo più soli di fronte alla realtà. Ci accogliamo in profondità accettando ogni nostra parte ed emozione e, da ultimo, ci rafforziamo perché sappiamo che non ricade tutto unicamente sulle nostre spalle. Nel farlo potremmo persino scoprire che anche chi è al nostro fianco prova le nostre stesse paure o ansie.

Parliamo e ascoltiamo: le emozioni hanno bisogno di essere vissute ed elaborate.

Sforziamoci di parlare e condividere il più possibile ciò che proviamo e prendiamoci il giusto tempo per ascoltare quello che gli altri hanno da dire. La comunicazione è ancora più benefica se è bidirezionale e se impariamo a interagire attivamente con l’altra persona. Lo stesso principio possiamo applicarlo a casa, in coppia e con i nostri figli.

È stato ed è un periodo pieno di incognite e di tensioni emotive per tutti. Ricerchiamo sempre il confronto con i ragazzi, chiediamo loro cosa provano, cosa sentono, cosa li preoccupa o li entusiasma. Non censuriamoli e avviamo un dialogo sincero con loro. Continuiamo a condividere tempo di qualità sia prima che dopo la scuola e facciamolo con costanza così da rafforzare una nuova routine ben definita.

Ricordiamo la gioia, le amicizie, le opportunità che possono arrivare dalla formazione. Chiediamo ai nostri figli che aspettative e sogni hanno per il futuro, vicino o lontano. Ritorniamo più volte sul tema per dare di nuovo spazio alle possibilità gioiose che la vita riserva così da non essere focalizzati solo sulle ansie del passato.

Attraverso una conversazione aperta e azioni costanti possiamo infine rafforzare le loro sicurezze. In questo modo i bambini avranno l’intima certezza di avere sempre un luogo sicuro a cui tornare. Una casa con persone che li amano, li aspettano e li accolgono con gioia qualunque evento succeda o vivano. Una famiglia con la quale potersi aprire e sentirsi pienamente supportati così come sono.


Un corso di Mindfulness potrebbe essere un valido supporto. Per informazioni:

 

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