29 Novembre 2021

Come funziona il problem solving?

L’utilità del problem solving è ormai assodata e riconosciuta. In ogni ambito lavorativo o personale che sia è infatti necessario poterci affidare a questa abilità. Una competenza che può essere di certo allenata e che rafforza anche la nostra auto-efficacia. Come possiamo però mettere in atto il problem solving nella pratica? Vediamo insieme come funziona il processo e le sue fasi.

Dell’importanza e del perché sia essenziale poterci avvalere del problem solving ne abbiamo parlato in questo articolo. Oggi vorrei invece soffermarmi su un altro aspetto che dobbiamo conoscere per poter usare questo approccio nella vita di tutti i giorni. Il riferimento in questo senso va alle fasi del problem solving, ovvero su come funziona nella pratica.

Conoscere questi passaggi infatti ci permette di affrontare nel migliore dei modi le diverse situazioni che ci possono mettere alla prova. Partiamo innanzitutto dicendo che sono state individuate in via principale cinque fasi che noi possiamo mettere in atto quando ci confrontiamo con un problema.

Il problem solving è un processo dinamico

Per comprendere meglio come funziona possiamo ripercorrere la definizione di problem solving. Quest’ultimo comprendere le risorse che ci aiutano a rispondere in modo funzionale a una situazione critica. È questa stessa espressione a guidarci nella scoperta delle fasi di quello che viene a caratterizzarsi per essere un processo.

Affrontare una problematica, trovare una soluzione e una prospettiva alternativa difatti non è paragonabile ad accendere un interruttore della luce. Semmai possiamo vedere il problem solving come un viaggio che ci porterà dal punto A al punto B attraverso una serie di tappe.

Ogni passaggio è prezioso e senza ciascuno di essi diventa pressoché impossibile andare oltre al problema espandendo le nostre riflessioni. Le fasi che dobbiamo attraversare sono in maniera sintetica:

  • Il riconoscimento del problema e delle cause che lo originano
  • Le opzioni che ci possono condurre alla soluzione, ovvero all’obiettivo
  • Il confronto e l’analisi delle diverse possibilità in gioco
  • L’elaborazione di una strategia che renda concreta la soluzione prescelta
  • L’analisi dell’efficacia e dell’andamento della situazione

Quello a cui diamo vita perciò è un ciclo dinamico che ci aiuta a gestire con più struttura e serenità il problema in questione. La particolarità di questo schema è che possiamo applicarlo praticamente a qualsiasi situazione che ci mette in difficoltà. La scomposizione in fasi e micro-passaggi inoltre facilita e rende più metodico il percorso verso la risoluzione.  

Analizzare e comprendere per una maggiore consapevolezza

Il primo passo a cui dobbiamo dedicarci è riconoscere la presenza del problema. Nella prima fase ci focalizziamo quindi sulla definizione della situazione. In questo senso ci possiamo concentrare sul dettagliare in modo oggettivo qual è lo stato dei fatti in quel preciso momento. Durante questo passaggio possiamo inoltre portare alla luce e identificare tutte le cause che hanno originato la problematica e/o la perpetuano.

Quando lavoriamo attraverso il problem solving allora una parte fondamentale viene giocata dal prendere consapevolezza del presente. Più l’analisi del momento attuale sarà puntuale e più dati avremo la possibilità di raccogliere. Elementi questi che ci orienteranno anche nei passaggi successivi e che supporteranno la scelta finale della soluzione adeguata.

Proseguendo possiamo poi fare una lista delle diverse opzioni concrete che abbiamo a disposizione. È importante che in questo passaggio dedichiamo attenzione a quelle azioni che possiamo mettere in campo sia nell’immediato sia nel medio/lungo termine. Una volta effettuata questa operazione che può essere simile a un brainstorming possiamo confrontare le diverse possibilità. Dall’analisi dei pro e dei contro possiamo poi individuare la o le azioni più idonee per il nostro caso.

A seguire una volta individuata la soluzione dovremo elaborare una strategia appropriata anche tramite la creazione di micro-step da attuare a piccoli passi. Suddividere nuovamente obiettivi e azioni è infatti la via migliore per poter approcciare con efficacia la situazione. Una modalità questa che ci permette inoltre di abbassare l’ansia e di gestire meglio la pressione derivante dal problema.

Da ultimo concludiamo il processo di problem solving dedicando parte del nostro tempo all’analisi di quanto abbiamo fatto. Questo momento di revisione e riflessione sull’efficacia delle soluzioni ci può infine essere di aiuto anche per il futuro dal momento che potremo fare tesoro di quanto appreso.

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