20/11/22 Blog

Esercizio della calma contro lo stress della vita quotidiana

Lo stress può limitare di molto la nostra qualità della vita. Per cercare di migliorare la gestione di questa problematica possiamo sperimentare attraverso l’impiego di alcune pratiche. Una di queste è rappresentata dall’esercizio della calma. Possibilità che ci consente di dedicare pochi minuti al recupero del nostro stato di equilibrio e benessere.

Ormai è assodato: lo stress che sperimentiamo quotidianamente ci può danneggiare in profondità precludendoci la possibilità di vivere con serenità. All’atto pratico cosa possiamo fare per arginare questa situazione e riprendere possesso di quei momenti?

Da questo punto di vista ci può essere di grande aiuto sperimentare attraverso l’impiego di una tecnica speciale, ovvero l’esercizio della calma. Il nome stesso ci riporta all’obiettivo che ci stiamo prefissando.

Calma vs stress: viviamo a ondate, non su una linea fissa

Photo by Autumn Mott Rodeheaver on Unsplash
selective focus photography of orange and brown falling maple leaves

Prima di vedere insieme come funziona l’esercizio della calma può esserci utile soffermarci su una considerazione. Siamo portati a immaginare il nostro stato d’animo e i nostri pensieri come un lago: una superficie piatta e tranquilla, senza movimenti. Desideriamo infatti vivere una situazione di armonia e pace perfetta oltre che perenne.

I nostri pensieri, le nostre emozioni e persino i nostri momenti però sono più paragonabili a onde. Un fatto questo che vale per tutti. Anche la persona che appare come la più calma del mondo ha e avrà istanti in cui potrà provare rabbia, tristezza, frustrazione, gioia, entusiasmo, ansia. Non c’è nulla di male in questo anzi è parte della nostra esperienza concreta nella vita di tutti i giorni.

Quello che ci può fare male e indebolire anziché rafforzarci è il pensare di dover arrivare a uno stato completo e immutabile di massima calma. Anche quando pratichiamo la mindfulness non dobbiamo prefissarci come obiettivo la completa tranquillità di pensieri ed emozioni.

È irrealistico pensare di poter essere una tela bianca senza preoccupazioni o senza un’alternanza di istanti diversi. Coltivare un’immagine idealizzata di questo genere rischia dunque di frustrarci ulteriormente facendoci sentire inadeguati rispetto alla realtà. Quello che possiamo mettere in atto è invece un allenamento, una sperimentazione per vivere con più tranquillità le nostre giornate. Allo stesso tempo potremmo comunque sperimentare ancora quelle sensazioni negative che ci possono mettere in difficoltà.

Come funziona l’esercizio della calma

Dopo questa premessa passiamo alla pratica e scopriamo come sperimentare con l’esercizio della calma. Possiamo dedicarci a questa tecnica la mattina appena dopo la sveglia oppure la sera prima di andare a dormire. Possiamo inoltre affidarci a essa in ogni momento in cui ci sentiamo particolarmente in balia dell’ansia, della rabbia, della frustrazione e del nervosismo.

Se possibile ritagliamoci pochi minuti in solitudine: in una stanza lontano da occhi indiscreti, in bagno o al bisogno anche stando semplicemente alla scrivania. Chiudiamo gli occhi o concentriamo lo sguardo su un oggetto presente nella stanza e che colpisce la nostra attenzione. Troviamo una posizione comoda per il corpo che dobbiamo sentire il più possibile comodo e a suo agio.

A questo punto concentriamoci sulla respirazione. Facciamo lunghi respiri prendendoci il tuo tempo per vivere ogni inspirazione ed espirazione. Quando inspiriamo immaginiamo una luce dorata o bianca che entra in noi. Essa ci nutre di energia, di cose belle, di tranquillità e sicurezza. Quando espiriamo immaginiamo invece di buttare fuori tutte le negatività, le cose che ci hanno ferito o innervosito, tutto ciò che ci angustia. A ogni espirazione immaginiamo proprio di allontanarci materialmente dalle emozioni che ci stanno mettendo in difficolta.

Ripetiamo questa respirazione anti-stress per diversi minuti e nel mentre mentalmente o a bassa voce diciamo “la calma è con me”. Possiamo provare anche con “io sono sereno e al sicuro, va tutto bene.” O con qualsiasi frase che associamo allo stato di tranquillità a cui aspiriamo. Quando sentiamo di aver superato l’onda di stress e di ansia del momento o quando ci sentiamo più in equilibrio concludiamo riprendendo con le attività consuete. 

0 likes no responses
10/11/22 Blog

I confini: cosa sono e perché ne abbiamo bisogno

La tutela del nostro benessere mentale passa anche attraverso la definizione e la difesa dei nostri confini. Conoscere e far rispettare i nostri limiti diviene infatti un passaggio strategico per poter essere individui autonomi. Una possibilità questa che ci consente di accrescere sia la nostra identità sia la nostra autostima. Scopriamo insieme di più.

Nella vita di tutti i giorni ci interfacciamo con molteplici interazioni: famiglia, partner, amici, colleghi. Ciascuna di queste persone è una portatrice di visioni, prospettive, pensieri e vissuti differenti. È da questo scambio continuativo che la nostra stessa esistenza oltre che la nostra percezione si arricchisce.

C’è un ma importante in tutto questo processo. Può infatti capitare di lasciare che la nostra esperienza e il nostro sguardo diventino dipendenti in tutto e per tutto dal giudizio altrui. In questo senso un elemento a cui non possiamo né dobbiamo rinunciare è collegato allo stabilire e preservare i nostri confini.

Photo by Brett Jordan on Unsplash

Cosa vuol dire affermare i nostri confini

Il giudizio degli altri può ingabbiarci e limitare di molto la nostra vita quotidiana se assegniamo troppo potere alle persone esterne. Se desideriamo vivere senza alimentare frustrazione e senso di colpa dobbiamo riuscire a creare un’identità personale stabile. Perché ciò sia possibile abbiamo bisogno di individuare e proteggere i nostri confini.

Possiamo intendere questi ultimi come i paletti che fissiamo quando interagiamo con il mondo esterno e di riflesso con le persone e le loro opinioni. Nella pratica quindi stabilire i confini equivale a definire e far rispettare quei limiti che ci permettono di stare bene a livello psico-fisico ed emotivo.

In breve nei confini possiamo catalogare tutti quei comportamenti, atteggiamenti, azioni che riteniamo accettabili oppure no quando si tratta della nostra persona. È come se tracciassimo una linea netta che divide due insiemi. Da un lato abbiamo:

  • ciò che ci fa stare bene, che ci piace e troviamo opportuno,
  • ciò che non tolleriamo e che ci provoca dolore o comunque malessere.

Guardando da questa prima considerazione allora quando parliamo di confini ci colleghiamo al riconoscimento e al soddisfacimento dei nostri bisogni. Una visione questa che troviamo sul fronte opposto rispetto al ritenere gli altri con le loro richieste e opinioni più importanti di qualsiasi altro aspetto.

I benefici di mantenere confini personali sani.

Stabilire dei confini sani non vuol dire essere egoisti o peggio egoriferiti. Al contrario equivale a tutelare il nostro benessere, la nostra salute mentale e la nostra identità personale. Grazie a questo passaggio infatti abbiamo l’opportunità di lavorare sulla nostra autostima rafforzandola. Sotto questo profilo iniziamo a riconoscerci come persone degne di valore, rispetto e con bisogni validi che devono poter trovare espressione.

Ecco perché attraverso lo stabilire confini sani abbiamo la possibilità di limitare l’influenza delle altre persone sulla nostra vita. Questo ci aiuta a ritrovare e riportare equilibrio nella nostra quotidianità limitando quindi le problematiche legate alla dipendenza affettiva. Stato questo che produce anche la volontà di annullarci del tutto per piacere e compiacere le persone con cui interagiamo.

Alla lunga agire e vivere in questo modo ci porta a perdere la connessione con il nostro sé più autentico. Quando ciò avviene sperimentiamo frustrazione, depressione e apatia. Se ignoriamo i nostri confini e ci mettiamo sempre in secondo piano rispetto alle richieste, ai giudizi degli altri rischiamo infine di indebolire la nostra stessa autostima. Arriviamo così a credere di essere inadeguati e privi di valore. Una strategia essenziale è allora proprio partire dalla conoscenza di noi stessi. Chiediamoci:

  • Cosa mi piace? Cosa no?
  • Quali comportamenti accetto? Quali non tollero?
  • Quali sono i miei valori fondamentali?
  • Cosa voglio davvero?
  • Su cosa posso e voglio scendere a compromessi? Su cosa no?

Focalizzandoci su di noi, rimettendo i nostri bisogni e desideri al centro del discorso possiamo perciò stabilire quali sono i confini che riteniamo irrinunciabili.

Ti è piaciuto l’articolo sui confini personali? Ti potrebbe interessare anche questo.

0 likes no responses
01/11/22 Blog

Bisogno di approvazione: come limitare il suo potere su di noi

Il bisogno di approvazione è un qualcosa di naturale in tutti noi. Se però questo diventa troppo preponderante nelle nostre vite rischia di silenziarci e bloccarci creando una dipendenza. Vediamo insieme come iniziare a riappropriarci del nostro potere personale e a esprimerci con più libertà oltre la paura del giudizio degli altri.

Come persone siamo portate a ricercare l’approvazione degli altri. È un fatto naturale che ci accompagna da sempre come abbiamo visto anche qui. Cosa succede però quando questo bisogno ci ingabbia totalmente diventando un peso per la nostra quotidianità?

Il rischio è che noi diventiamo del tutto dipendenti dalle opinioni e dal giudizio degli altri. Si crea dunque un circolo vizioso in cui noi ci sentiamo sempre più vulnerabili e perdiamo la nostra vera identità oltre che la capacità di libera espressione. È così che iniziamo a vivere cercando la validazione esterna e sperimentiamo frustrazione, ansia, paura dell’abbandono e molto altro.

Ripartiamo da noi: da ciò che amiamo, da ciò che desideriamo.

Non è detto che debba per forza andare così. Anzi se avvertiamo la presenza di un rapporto sempre più sbilanciato che ha come focus l’opinione altrui dobbiamo iniziare a intervenire. Il punto di partenza da cui possiamo iniziare a portare il cambiamento è proprio la prospettiva che adottiamo abitualmente. Torniamo a noi dedicandoci del tempo per esplorare e conoscere chi siamo. Partiamo da alcune domande:

Photo by Clay Banks on Unsplash
  • Cosa mi piace e cosa mi appassiona?
  • Cosa non voglio nella mia vita?
  • Quali sono i miei desideri e obiettivi?
  • Quali sono i miei valori e cosa è irrinunciabile per me?

Diamoci la possibilità di indagare in profondità cosa ci contraddistingue e cosa ci regala vero piacere. Mettiamo al centro della nostra vita noi stessi, torniamo a esserne i protagonisti e proviamo a dare risposta ai nostri bisogni. Non è questione di egoismo ma è semplicemente un riconoscere che noi valiamo e che abbiamo lo stesso diritto degli altri di vivere.

Alleniamoci a dire no a ciò che non ci piace e a tutte quelle cose che abbiamo fatto solo per piacere agli altri. Altri che possono essere la famiglia, gli amici, i colleghi di lavoro, i compagni di scuola. Se siamo in dubbio ricordiamoci che anche noi siamo validi, che i nostri sogni e bisogni sono altrettanto validi e che non c’è nulla di male nell’esprimerli.

Alleniamoci all’indipendenza e valorizziamo chi siamo.

Smettiamo di adeguarci a ogni richiesta soprattutto a quelle che ci provocano dolore, nervosismo o frustrazione. Lasciamo emergere il nostro sé più genuino abbracciando tutto ciò che siamo: pregi e difetti, luci e ombre, ciò che segue gli standard della comunità e ciò che potrebbe essere visto come diverso.

All’inizio potrebbe essere difficile in special modo se non ci siamo mai esposti per paura del giudizio e del rifiuto. Iniziamo dal piccolo e via via sperimentiamo allenandoci a espandere questa nostra espressione dell’identità. Ad esempio se tendiamo a compiacere tutte le richieste iniziamo a stabilire dei paletti. Potremmo incominciare anche preparandoci delle frasi alternative o proponendo uno scambio all’interlocutore.

Un’altra possibilità è legata alle nostre scelte. Se ci accorgiamo di essere sempre indecisi, di chiedere mille opinioni diverse sulla questione o di non sapere mai cosa fare proviamo a darci tempo. Ritagliamoci uno spazio e dei momenti per valutare la situazione e per chiederci:

  • Cosa voglio davvero io in questo momento?
  • Cosa penso di quanto sto vivendo o che potrei vivere attraverso questa scelta?
  • Sarei più contento e sereno se dessi seguito a questa mia decisione oppure la vivrei con difficoltà?

Cerchiamo di formarci una nostra opinione e di arrivare alla decisione prima di domandare ad altri cosa ne pensano o cosa consigliano. Dopotutto solo noi possiamo sapere cosa può essere davvero un bene per noi, soprattutto saremo poi noi a vivere e convivere con le emozioni generate.

Ti è piaciuto l’articolo su come iniziare a limitare il bisogno di approvazione e allenarci all’indipendenza? Ti potrebbe interessare anche questo.

0 likes no responses
23/10/22 Blog

Strategie contro lo stress da pandemia e da coronavirus

La situazione che viviamo a causa del Coronavirus ci può mettere a dura prova. È così che potremmo finire per provare lo stress da pandemia capace di incrinare il nostro equilibrio e benessere. Cosa possiamo fare per ritrovare un po’ di serenità? Quali strategie ci possono aiutare a far fronte alle sfide quotidiane? Vediamolo insieme.

Gli ultimi anni sono stati intrisi di eventi che hanno avuto e hanno tuttora un forte impatto sulla nostre salute mentale. La pandemia con le limitazioni che abbiamo già sperimentato. La guerra e le notizie terribili con cui entriamo di frequente in contatto, la paura e l’incertezza per il domani possono infatti metterci alla prova.

Non a caso negli ultimi tempi ci imbattiamo spesso in quello che è stato definito lo stress da Coronavirus e da pandemia. Come puoi leggere in questo articolo, sono numerosi i sintomi che possono danneggiarci e limitare la nostra qualità di vita. Motivo per cui può rivelarsi estremamente prezioso per il nostro benessere conoscere alcune strategie per far fronte a questa condizione.

Spunti per andare oltre allo stress da pandemia.

Se ci accorgiamo di star sperimentando la pandemic fatique o uno degli altri sintomi dello stress da pandemia possiamo lavorare per riportare equilibrio e serenità nelle nostre vite. Il primo passo è riconoscere che stiamo attraversando una fase più complicata. Un periodo in cui stiamo provando delle emozioni così come delle preoccupazioni che non ci fanno stare bene.

Da questo punto di vista può poi esserci di aiuto ritagliarci alcuni momenti solo per il nostro benessere. Ad esempio possiamo dedicarci a una routine di self care prendendoci cura del nostro corpo, coccolandolo. Rallentiamo dai soliti ritmi e mettiamo in pausa tutto il resto. Non occorrono ore intere, possiamo iniziare con piccole pause ma che siano consapevoli e all’insegna del relax meritato. Possiamo provare la mindfulness e la meditazione.

Possiamo poi dedicarci ad attività nutrienti e piacevoli. L’obiettivo in questo caso è riportare un po’ di spensieratezza e leggerezza nelle nostre giornate. Cerchiamo inoltre di creare occasioni di incontro e relazione con le persone a cui teniamo o con cui comunque ci troviamo bene. Organizziamoci per vederle faccia a faccia se possibile oppure per una telefonata o un saluto veloce in videochat.

L’essenziale in questo caso è coltivare i rapporti e trascorrere del tempo di qualità interagendo con altri. Possibilità questa che ci aiuta ad allentare i pensieri e a concentrarci sul presente senza la pressione o l’ansia che questa situazione ci ha imposto. In quanto esseri umani difatti siamo portati per natura a voler andare oltre alla solitudine e a condividere pezzi più o meno grandi del nostro cammino.

Abbiamo bisogno di gioco, socialità, natura, progettualità.

Dopo tante limitazioni più riusciamo a vivere momenti di convivialità autentica con persone affini e più riporteremo equilibrio nella nostra quotidianità.  Le opzioni in questo senso possono essere molteplici. Una su tutte ci fornisce un ulteriore spunto pratico per andare oltre allo stress da pandemia, ovvero il recuperare il contatto con la natura.

Ogni volta che possiamo usciamo di casa, immergiamoci nella bellezza che ci circonda. Se siamo in città troviamo un parco vicino a noi oppure godiamoci una passeggiata nei nostri luoghi preferiti. Approfittiamo dei momenti liberi magari nel weekend per organizzare piccole escursioni che ci permettano di respirare a pieni polmoni la natura allontanandoci dalle ansie quotidiane.

Da ultimo ma non meno importante c’è un aspetto fondamentale da considerare quando parliamo dello stress da pandemia. Di frequente insieme all’ansia, al nervosismo, alla tristezza o al senso di impotenza possiamo sperimentare apatia e un senso di incertezza verso il futuro. Incertezza che ci fa perdere le speranze nella possibilità che questa condizione finisca e che possiamo tornare infine alla nostra normalità.

Ciò che abbiamo bisogno di sostenere allora è la propensione alla progettualità tipica di noi esseri umani. Dedichiamo allora del tempo a creare nuovi progetti, a rivedere e a dare vita a nuovi obiettivi piccoli o grandi che siano. Questo esercizio di visione a medio-lungo termine ci aiuterà a ritrovare almeno una parte della motivazione a fare.

Stai vivendo una fase di cambiamento? Ti senti in difficoltà o sopraffatto dallo stress, dall’incertezza, dall’ansia? Contattami e parliamone! Iniziare un percorso di psicoterapia può essere un aiuto per andare oltre a questo tuo momento così complesso.

0 likes no responses
13/10/22 Blog

Stress da pandemia e stress da Coronavirus: cosa dobbiamo sapere

Il coronavirus e la diffusione della pandemia ci hanno tolto tanto in termini di benessere, serenità mentale e normalità quotidiana. Il continuo confronto ci ha portato a dover fare i conti con un ulteriore livello di stress. Ecco perché è importante che possiamo riconoscere i sintomi di questo malessere e attuare strategie che ci sostengano nel recupero della qualità della vita.

Oggi siamo più consapevoli che mai degli effetti negativi che le malattie possono avere sulla salute e sul benessere. A distanza di anni dall’inizio dell’emergenza legata al diffondersi del Coronavirus e alla sua trasformazione in pandemia difatti è chiaro quanto questo fenomeno possa danneggiarci in profondità.

In questo senso è innegabile come la salute generale e in particolare il nostro benessere mentale sia stato messo alla prova da queste esperienze. Non stupisce quindi che tutti noi percepiamo e dichiariamo di vivere un più alto livello di stress e malessere. Esisti questi che colpiscono anche per la loro costanza nel tempo e per la loro pervasività.

Ciò spiega anche perché siamo arrivati a parlate di stress da pandemia e stress da Coronavirus. Due facce della stessa medaglia che mostrano una volta di più come la salute mentale sia un tutt’uno con quanto viviamo a livello fisico, ambientale, comunitario ed emotivo.

I segnali dello stress da pandemia e da coronavirus

L’incertezza, la complessità e il protrarsi per così tanto tempo di questa situazione hanno portato all’emergere di uno stato di stress continuativo. Quando parliamo di stress da pandemia e di stress da coronavirus dunque ci riferiamo a due condizioni correlate legate a filo doppio a quanto stiamo vivendo.

Da un lato abbiamo infatti la presenza di un virus che ci può spaventare per le conseguenze fisiche a cui possiamo andare incontro. In aggiunta la sua diffusione ci pone costantemente in allarme spingendoci a essere sempre sulla difensiva e a rivedere totalmente le nostre abitudini. La sua pervasività e la trasformazione in pandemia poi ci esaspera ulteriormente rendendo gli effetti amplificati e deleteri anche per la nostra salute mentale.

Questo protratto stato di tensione sfocia perciò nello stress da pandemia e da coronavirus che è così diffuso al giorno d’oggi. Cosa comporta la presenza di questa problematica? I segnali a cui dobbiamo prestare attenzione sono:

  • la comparsa dell’insonnia;
  • un incremento o l’emergere del mal di testa;
  • episodi frequenti di mal di stomaco di nuova insorgenza;
  • ansia associata anche ad angoscia per il presente e/o per il futuro;
  • l’emergere degli attacchi di panico;
  • una rinnovata paura a uscire di casa;
  • depressione e apatia;
  • nervosismo crescente e percezione di elevati livelli di stress.

Angoscia, fatica e incertezza perenne: 3 elementi di un malessere diffuso

Oltre ai sintomi appena citati potremmo sperimentare la perdita dell’appetito, cambiamenti repentini di umore, la pandemic fatique. Quest’ultima in particolare ci spinge a provare una stanchezza fuori dagli standard normali. Essa infatti si caratterizza per essere diffusa, sproporzionata rispetto alle attività eseguite e generalmente non connessa a una causa specifica. 

Il problema di fondo con cui ci scontriamo e che esaspera questa condizione è dato dal fatto che non riusciamo a vedere la fine di questo periodo così pesante. Lo stress da pandemia e da coronavirus ci impedisce di fatto di seguire il processo consueto dove sperimentiamo l’alternanza di allerta e tranquillità che ci consente di recuperare le energie.

Sommando questi aspetti è chiaro quanto possa essere complesso e articolato il doverci confrontare con lo stress da pandemia. Una condizione questa che può diventare cronica e che per quanto diffusa o percepita come passeggera non dobbiamo sottovalutare. Al contrario, se ci accorgiamo di avere difficoltà a ritrovare un nostro equilibrio interno è il momento di agire parlandone con uno psicoterapeuta professionista.

0 likes no responses
03/10/22 Blog

3 strategie per coltivare l’amore proprio e il benessere psicofisico

L’autostima è una parte fondamentale del nostro benessere. Un elemento che possiamo e dobbiamo coltivare anche attraverso l’amor proprio. Come fare per volerci più bene giorno dopo giorno? Vediamo tre strategie che possiamo mettere in pratica da subito.

In quanto persone rispondiamo a bisogni ed esigenze che sono di frequente comuni. Tra queste troviamo di certo la volontà e il desiderio di ottenere l’approvazione da parte degli altri. Quando agiamo in questo senso ci dimentichiamo però di un fattore strategico, ovvero noi stessi.

È prendendoci cura di noi e dandoci oltre che riconoscendoci il giusto valore che possiamo avvicinarci a quelle emozioni di soddisfazione e felicità. Nella vita di tutti i giorni quindi dobbiamo riuscire a coltivare il più possibile l’amor proprio, un elemento questo che ci nutre e ci permette di camminare con più serenità.

Affrontare gli eventi, le critiche o le paure è decisamente diverso quando abbiamo fatto nostro un approccio più accogliente e gentile verso di noi. Troppo spesso invece a guidarci è il giudizio, il critico interiore, che ci danneggia in profondità.

Photo by Juan cruz Alonso on Unsplash

L’amore per noi stessi? Un allenamento costante

Autostima e amor proprio procedono di frequente di pari passo. Da questo punto di vista quando ci vogliamo bene, ci accogliamo in profondità diventiamo anche più consapevoli del nostro valore. È così che diamo vita a un circolo virtuoso, l’esatto contrario del processo negativo in cui ci addossiamo continue colpe e critiche.

Parliamo di coltivare l’amor proprio perché è questa la dinamica che meglio racconta del rapporto che possiamo instaurare con noi stessi. A volte pensiamo che l’autostima così come il volerci bene sia un fatto quasi automatico o un’illuminazione apparsa dall’alto all’improvviso. Allo stesso modo vediamo le persone che ci appaiono sicure di sé come delle privilegiate o come se abitassero su un altro pianeta. Un pianeta questo a cui pensiamo che non saremo mai ammessi.

Niente di più sbagliato e aggiungo anche per fortuna. La buona notizia infatti è che in ogni momento, ovunque ci troviamo possiamo cambiare. In qualunque fase della vita in cui siamo abbiamo l’occasione di coltivare l’amor proprio. Passo a passo, con cure costanti e continuative, possiamo recuperare un buon rapporto con noi stessi riconoscendo al contempo le nostre risorse. Qualunque sia il nostro passato e qualunque siano gli eventi con cui ci siamo confrontati possiamo sempre ricominciare da capo. Lo possiamo fare abbracciandoci e dandoci noi stessi quelle cure che ci sono mancate o che desideriamo.

Gentilezza e nutrimento: come rafforzare l’amor proprio

Nel passato possiamo aver preso o subito scelte che ora rimpiangiamo o che non sentiamo più rappresentarci. Oppure possiamo aver commesso errori o ancora possiamo voler riscrivere da capo tutta la nostra storia. Non ha importanza, quel che è stato non conta davvero più.

Per coltivare l’amor proprio allora possiamo richiamarci ad alcuni semplici consigli. Il primo di questi è proprio di lasciar andare quel che è stato. Ribaltiamo la prospettiva, smettiamo di rimuginare e di rivedere il nostro passato incolpandoci o dandoci addosso con rabbia.

Proviamo piuttosto a osservare senza giudizio e accogliendoci con compassione. Siamo esseri umani, siamo vulnerabili e fallibili. Ricerchiamo ciò che può essere fonte di nutrimento e di crescita personale da eventi, incontri, fatti. Ricerchiamo gli insegnamenti dietro i passi compiuti e vissuti siano essi negativi oppure no. Concentrarci sulla positività ci aiuta allora a rimettere tutto in prospettiva aiutandoci a mantenere aperto uno sguardo che sia intriso di speranza e fiducia.

Impegniamoci e poi lasciamo andare con fiducia e compassione

Partendo da questo presupposto poi possiamo fare nostra una nuova consapevolezza. Esistono ed esisteranno sempre cose che possiamo controllare e altre che prescindono dalla nostra volontà. Motivo per cui possiamo scegliere di metterci l’anima in ciò che facciamo e poi lasciar andare trovando comunque appagamento in questa visione. Impegniamoci e poi accogliamo quel che è, quel che sarà con fiducia perché sappiamo di aver fatto quanto era in nostro potere.

Da ultimo e sommando queste prime due strategie, impegniamoci a cambiare il nostro dialogo interiore. L’amor proprio si nutre delle nostre parole, delle nostre convinzioni, dei giudizi che emettiamo. Smettiamo di dar voce solo alle nostre critiche e di farlo con frasi dure che ci svalutano. Parliamoci con apertura, compassione e gentilezza esattamente come faremmo con una persona a cui vogliamo bene.

Ti è piaciuto l’articolo sulle strategie per coltivare l’amor proprio? Ti potrebbe interessare anche questo.

0 likes no responses
28/09/22 Blog

Stressor: alla radice dello stress per ritrovare il nostro benessere

Sappiamo bene quanto possa fare male uno stress elevato e costante. Quali sono i fattori che peggiorano questa situazione? Cosa sono gli stressor, alla base di questo meccanismo? Conoscere questi aspetti ci può aiutare a ritrovare e favorire il nostro benessere psico-fisico.

Vivere in uno stato di stress perenne ci fa male. Ormai riconosciamo da tempo quanto possa essere deleteria questa condizione e quanto sia importante correre ai ripari il prima possibile. Ecco perché può esserci di grande aiuto imparare a conoscere e i riconoscere le fonti che possono esacerbare oltre che innescare questo malessere.

Quando parliamo di questi tematiche è quindi fondamentale soffermarci su un concetto in particolare, ovvero quello degli stressor. Poter stabilire con certezza e consapevolezza cosa sono questi ultimi ci permette di porre un ulteriore tassello nella gestione dello stress. Attraverso questo riconoscimento difatti abbiamo l’occasione poi di definire una nostra difficoltà e di sapere come andare oltre.

Che cos’è uno stressor?

Photo by Luis Villasmil on Unsplash

Partiamo da un presupposto. Se attraversiamo uno stato di stress vi è un fattore o più probabilmente un insieme di elementi che concorrono alla creazione di questa fase. In breve quindi quando parliamo di stressor possiamo riferirci a qualsiasi fattore capace di innescare o favorire il nostro malessere.

Nella pratica dunque possiamo catalogare gli stressor come le cause che stimolano, danno vita o rafforzano la comparsa dello stress. Motivo per cui diventa per noi importantissimo sia conoscere questi aspetti sia poterli individuare nella nostra vita quotidiana.

Solo identificando le cause vere che mantengono e generano questa condizione di malessere abbiamo infine la possibilità se non di eliminarle quanto meno di limitarle. Un passaggio questo essenziale per poter ritrovare la nostra serenità e favorire la nostra qualità della vita.

Quali sono perciò gli stressor principali di cui dobbiamo tenere conto? Guardando da questa prospettiva esistono almeno due categorie di cui dobbiamo diventare consapevoli. Di norma difatti possiamo parlare di attivatori:

  • esterni quando questi si collegano a condizioni, elementi, eventi al di fuori di noi;
  • interni se fanno riferimento alle nostre emozioni, percezioni, pensieri, convinzioni.

Per gestire lo stress abbiamo bisogno di limitare gli inneschi

Nel primo gruppo possiamo allora far rientrare l’ambiente in cui lavoriamo o viviamo, le condizioni connesse alla fisiologia umana combinata ad altri agenti stressanti. Ad esempio uno stressor esterno può essere la privazione del sonno dettata dalle cause più diverse oppure un affaticamento fisico intenso.

Anche le pressioni esterne come aspettative o richieste eccessive, un sovraccarico di lavoro e una riduzione del tempo a disposizione possono innescare lo stress. Stato che se diventa continuativo o comunque troppo protratto all’interno di un periodo può portare all’esaurimento e al burnout. Ciò spiega anche perché uno dei primi ambiti a essere considerato un osservato speciale sia proprio l’universo lavorativo e soprattutto il bilanciamento vita privata – lavoro.

Come percepiamo e approcciamo la quotidianità fa la differenza

Se ci soffermiamo invece sugli stressor interni ci spostiamo invece nel campo della soggettività e della predisposizione o percezione personale. Nello specifico possiamo infatti fare riferimento al nostro approccio agli eventi, innato o acquisito, e alla nostra gestione delle emozioni e delle percezioni. In questo senso ad esempio possiamo rintracciare gli agenti stressanti nella:

  • paura del giudizio degli altri,
  • propensione al perfezionismo,
  • difficoltà a stabilire e proteggere dei confini sani con gli altri,
  • volontà di piacere e accontentare tutti.

Questi elementi si richiamano in via principale anche ad altri aspetti che ci possono essere di aiuto nel chiarire su quali aree personali abbiamo bisogno di lavorare. Di frequente dopotutto quando si innescano questi meccanismi è perché abbiamo necessità di rafforzare la nostra autoefficacia, accrescere la nostra autostima e/o l’indipendenza emotiva.

Senza poi dimenticare l’esigenza di tornare a centrarci sui nostri bisogni e sulle nostre aspirazioni tornando a essere protagonisti della nostra quotidianità. Sommando solo questi primi elementi è chiaro quanto gestire lo stress, favorire il nostro benessere o la qualità della vita richieda sempre una sinergia di azioni.

Ti è piaciuto l’articolo sugli stressor? Ti potrebbe interessare anche questo.

0 likes no responses
22/09/22 Blog

Bisogno di approvazione: conoscere per riconoscere e andare oltre

Essere riconosciuti come persone di valore è un’aspirazione che ci accomuna tutti. Ci sono situazioni però in cui il bisogno di approvazione sovrasta tutto il resto indebolendoci e danneggiandoci. Quali sono i segnali a cui fare attenzione.

Quante volte abbiamo desiderato che capi, colleghi, amici, partner o familiari ci apprezzassero di più? Quante volte ci siamo impegnati a oltranza per ottenere un complimento? Il bisogno di approvazione è un aspetto che fa parte di tutti noi fin dalla notte dei tempi.

Essere apprezzati, riconosciuti, ammirati si lega a livello implicito a un altro grande bisogno quello di appartenenza. È il principio per cui inconsciamente ci impegniamo e agiamo in determinati modi per fare parte della comunità.

Nel passato questo meccanismo era lo stesso che ci assicurava maggiori possibilità di sopravvivenza. Dopotutto essere esclusi era uno dei peggiori scenari possibili perché da soli si rischiava di diventare prede facili o di essere in balia della pura sorte.

Quando l’approvazione tiene in scacco il nostro benessere

Oggi per fortuna non viviamo più in condizioni di quel genere, ma il bisogno di approvazione fa ancora parte di noi. È una necessità che possiamo catalogare quindi come naturale e fisiologica. Ci sono però situazioni in cui questo desiderio prende il sopravvento mettendo a rischio il nostro benessere mentale.

In quanto esseri umani siamo implicitamente portati a tessere relazioni e a vivere di socialità. Le amicizie e gli amori ma anche i rapporti con famiglia, colleghi o conoscenti diventano quindi un focus importante nella vita di tutti i giorni. È così fin da bambini e ragazzini quando desideriamo giocare e vivere esperienze con gli altri. Ecco perché da questo punto di vista non c’è nulla di male nel voler essere accettati nel gruppo e nel bisogno di approvazione.

Le difficoltà nascono quando iniziamo a vivere avendo come unico scopo l’essere accettati, l’essere riconosciuti e apprezzati dagli altri. Qui subentra allora la paura del giudizio e di riflesso il timore di non andare bene secondo i canoni che rileviamo all’esterno. Nella nostra mente è come se avvenisse un’equivalenza inconscia e primordiale: non vado bene = il gruppo mi esclude = sono solo = sono in pericolo.

Photo by Luis Villasmil on Unsplash

Autostima e bisogno di approvazione: i campanelli di allarme

Quando questo blocco si fa troppo pressante rischiamo di annullare la nostra identità per poterci adattare a standard altrui, per poter essere apprezzati. Viviamo così un circolo vizioso senza fine. Ci sentiremo sempre vulnerabili, incompleti. Penseremo di non essere abbastanza in nessun campo, di non essere meritevoli di amore e rispetto. Non ci sentiremo mai davvero parte del gruppo, non riconosceremo i nostri talenti e il nostro valore.

Ci criticheremo alimentando una percezione negativa di noi stessi. Avremo una bassa autostima che ci spingerà ulteriormente a richiedere costantemente conferme all’esterno. Conferme che non basteranno mai e che ci porteranno a subissare gli altri di richieste, di dimostrazioni di affetto e validazione.

Motivo per cui diventa essenziale prendere le distanze da questo processo. Un primo passo è dunque legato all’osservare se sussistono alcuni segnali che possono indicare che il nostro bisogno di approvazione sta crescendo in modo esagerato. Uno di questi è l’incapacità di rifiutare le richieste altrui e di stabilire confini sani.

Ad esempio potremmo sentirci quasi obbligati a dire di sì anche ad azioni, eventi, richieste che ci fanno stare male. Anche l’essere troppo remissivi nei confronti degli altri o adattarci perennemente ai voleri delle persone può essere un segnale. A questi si aggiungono poi il:

  • cercare di piacere a tutti a tutti i costi,
  • voler provare il proprio valore impegnandosi fino a esaurire le energie e andando in burnout cercando di “convincere” chi ci circonda di essere validi;
  • desiderio costante di rassicurazioni e/o di complimenti;
  • rimuginare su ogni frase detta o su ogni atteggiamento;
  • mettersi in dubbio in ogni momento;
  • mettere in discussione i sentimenti e l’amore dell’altra persona quando una richiesta viene rifiutata o non ci sentiamo appoggiati.

Riconoscere questi campanelli ci può infine aiutare a prendere consapevolezza della problematica. Così facendo abbiamo anche l’occasione di iniziare a mettere uno stop a questa china scivolosa iniziando a coltivare invece una sana autostima e l’amor proprio.


Ricerchi sempre l’approvazione? Hai difficoltà a coltivare dei confini sani con gli altri? La paura del giudizio ti blocca dall’agire? Contattami e lavoriamo insieme per la tua serenità.

0 likes no responses
12/09/22 Blog

Gestire lo stress: alcune strategie che possono aiutarci

Lo stress quando diventa eccessivo può farci molto male. Può infatti aprire la strada a un malessere generale e ad altri disturbi. Ecco perché ci può essere utile conoscere alcune accortezze che ci aiutano a gestire lo stress. Vediamone alcune insieme.

Avere a che fare con lo stress sembra essere una circostanza fin troppo comune nella società in cui viviamo. Giornate frenetiche, mille impegni e incombenze o ancora le preoccupazioni e quella sfida costante a essere performanti possono buttarci giù. Lo stress produce infatti conseguenze negative che possono limitare la nostra stessa qualità di vita.

Conoscere questo fenomeno è il primo passo su cui ci siamo concentrati anche in questo articolo. Non è però l’unico passaggio che possiamo mettere in atto. Al contrario esistono diverse strategie che ci possono aiutare a gestire lo stress e le sue implicazioni. Pur non azzerando del tutto la problematica è pur vero che queste accortezze possono alleggerire di molto il carico con cui pensiamo di avere a che fare.

Foto di Leonie Fahjen: https://www.pexels.com/it-it/foto/persona-sdraiata-su-amaca-nera-e-rossa-accanto-alla-montagna-sotto-il-cielo-nuvoloso-bianco-durante-il-giorno-92870/

Semplici suggerimenti per gestire lo stress

Nella vita quotidiana sono molteplici le fonti che possono generare stress. Da questo punto di vista allo stesso modo dobbiamo ricordare che non basta mai una singola azione per contrastare questo fenomeno. È invece essenziale intervenire con sinergia prendendo in considerazione le diverse aree della nostra esistenza.

Ciò vuol dire rivedere innanzitutto le nostre abitudini e cercare dove possibile di alleggerire la pressione che stiamo provando in quel dato periodo. Possiamo quindi farlo seguendo diverse modalità. Un primo consiglio è allora quello di prendere in esame la nostra routine e sfoltirla o modificarla a seconda di come ci sentiamo al riguardo.

Se ci accorgiamo di stare dedicando troppo tempo al lavoro e di essere in perenne ansia o di provare frustrazione può essere il momento di iniziare a mettere dei confini. Potremmo perciò iniziare a delegare alcune attività oppure a chiedere di lavorare per priorità mettendo in stand by o rifiutando l’ennesima richiesta dell’ultimo minuto.

Se usciamo sempre tardi oltre l’orario prefissato possiamo iniziare a impegnarci a staccare secondo una nuova tabella di marcia. Possibilità questa che ci fornisce anche il modo di prenderci del tempo la sera per attività piacevoli: per praticare hobby o per incontrare persone care. Pensiamo sempre al lavoro e rispondiamo a email o telefonate a tutte le ore compreso nel weekend o nel tempo libero? Fissiamo dei nuovi paletti e in quel lasso di tempo dedichiamoci al resto della nostra vita. Smettiamo di essere reperibili 24 ore su 24 se non è indispensabile per la nostra attività. Diamoci tempo per svagare la mente, riposare e ricaricare le batterie.

Allenarci alla serenità: una coccola per corpo e mente

Altra importante accortezza è quella di iniziare a prenderci cura del nostro benessere psicofisico. Nello specifico possiamo:

  • dedicare attenzione all’alimentazione e alla nostra salute;
  • praticare un’attività sportiva moderata e che ci piaccia;
  • ritagliarci il tempo necessario per il giusto riposo e per il sonno;
  • sperimentare la mindfulness e la meditazione;
  • se necessario chiedere il supporto di uno psicoterapeuta che ci aiuti ad affrontare questo momento della vita.

Passiamo più tempo offline che online dedicandoci anche al social detox se necessario e mettendo in pausa l’aggiornamento costante su notizie, eventi, persone. È poi bene che applichiamo queste attenzioni per gestire lo stress in ogni ambito della nostra vita. Anche il tempo libero e quello in cui ci dedichiamo alle relazioni o alla socialità può essere fonte di stress. Motivo per cui è importante che ci ricordiamo di proteggere e stabilire dei confini sani.

Siamo persone che tendiamo a dire sempre di sì anche quando non vorremmo? Tendiamo a compiacere gli altri mettendo da parte i nostri bisogni o sottoponendoci a un’ulteriore pressione? Impegniamoci a invertire la rotta imparando a dire no a ciò che non ci piace o che non vogliamo fare.

Liberiamo del tempo e dedichiamolo a qualcosa che nutra e che ci faccia sentire bene. Siamo sempre noi a occuparci di ogni incombenza, richiesta o imprevisto? Chiediamo più collaborazione e pretendiamo che i compiti così come il carico mentale sia suddiviso in modo più equo.

Ti è piaciuto l’articolo sulle strategie per gestire lo stress? Ti potrebbe interessare anche questo.

0 likes no responses
02/09/22 Blog

Stress ed eustress: cosa dobbiamo sapere per vivere meglio

La parola stress ci porta spesso a immaginare scenari frenetici in cui siamo in preda agli eventi vivendo sotto pressione ogni cosa. Di frequente è così. Ecco perché è importante che impariamo a conoscere lo stress e la sua controparte l’eustress. Agendo in questo modo disporremo di chiavi di lettura aggiuntive che ci permetteranno di far fronte con più leggerezza alla vita di tutti i giorni.

Stress: una parola e sei lettere che ci mettono alla prova ogni giorno. Nella vita quotidiana per come è impostata la nostra società e la nostra routine possiamo infatti averci a che fare nei momenti più diversi. Al lavoro, a scuola, nel tempo libero. O ancora in famiglia, con il/la partner o con gli amici: sono molteplici i contesti come le relazioni in cui possiamo confrontarci con lo stress.

Motivo per cui è essenziale che noi impariamo a conoscere questo nemico da vicino. È la conoscenza combinata alla consapevolezza e all’accettazione dei nostri meccanismi che ci può aiutare ad andare oltre. Andare oltre inteso in questo caso come un essere di nuovo capaci di abbracciare la realtà prendendoci cura di noi stessi e abbassando i livelli di stress negativo.

Che cos’è lo stress e perché ci fa male?

Partiamo allora dal definire di che cosa parliamo quando diciamo che siamo stressati. Lo stress nello specifico è come rispondiamo agli stimoli che provengono dal confronto con la realtà esterna e/o interna. In ogni situazione possono esserci degli eventi e delle cause che vengono indicate come stressor e che enfatizzano la nostra risposta a quei fattori.

In qualche modo è come se il nostro corpo e la nostra mente rilevassero un carico eccessivo e fossero messe sotto pressione. Gli stimoli che possono provocarci una reazione del genere possono essere di vario tipo. Nella pratica potremmo confrontarci con un carico emotivo o cognitivo che risulta troppo pesante da gestire. Allo stesso tempo fattori sociali, ambientali e relazionali possono rafforzare questa dinamica portandoci a sentire di non farcela.

Il pensiero alla base della situazione di stress è “non ce la faccio, non sono in grado di gestire e di confrontarmi con questo evento”. Motivo per cui si genera in noi poi la condizione di stress. Questa dinamica può scatenare sintomi sia fisici emotivi.

Foto di cottonbro: https://www.pexels.com/it-it/foto/scrivania-scuola-senza-volto-alunno-4769486/

Nel primo caso possiamo provare:

  • irrigidimento e tensione muscolare;
  • mal di stomaco, crampi, diarrea;
  • nausea con anche episodi di vomito nei casi più gravi;
  • mal di testa e cefalea muscolo-tensiva;
  • tachicardia;
  • stanchezza estrema;
  • insonnia.

Sul fronte della sfera emotiva invece potremmo avere:

  • nervosismo;
  • ansia generalizzata;
  • irritabilità anche per piccole cose;
  • preoccupazione e perdita di entusiasmo;
  • frustrazione ed esasperazione.

L’eustress, ovvero non tutto viene per nuocere.

Da queste prime considerazioni capiamo subito quanto possa essere negativo lo stress emotivo sulla nostra vita di tutti i giorni. Una condizione spiacevole che se, protratta nel tempo, può condurci a un malessere generalizzato e a problemi di salute sia fisica sia emotiva anche seri. Esempi di ciò a cui può portare lo stress cronico sono il burn-out e/o la depressione.

Un punto importante che dobbiamo imparare a conoscere è che non tutto lo stress è negativo. Questo ci aiuta poi a distinguere tra una condizione passeggera e naturale di stress e il momento in cui è necessario che interveniamo ricercando un nuovo equilibrio. Sotto questo profilo quindi arriva in nostro aiuto l’eustress, considerato anche come “stress buono”.

Ogni qual volta ci confrontiamo con un nuovo obiettivo, un nuovo progetto che consideriamo sfidante e stimolante siamo nel campo di influenza dell’eustress. Nella pratica in queste occasioni proviamo sì stress, ma questo anziché danneggiarci ci fornisce stimoli positivi. Ciò è dovuto al fatto che proviamo adrenalina ed entusiasmo al pensiero della sfida. Ci sentiamo incoraggiati e motivati a fare del nostro meglio.

Le nostre emozioni, la nostra bussola

Ci mettiamo in gioco con energia e motivazione. Sperimentiamo felicità e soddisfazione al pensiero dell’impegno con cui ci dobbiamo confrontare. In breve la linea sottile tra stress emotivo fine a se stesso ed eustress passa:

  • dalle nostre emozioni;
  • da ciò che proviamo;
  • da come ci approcciamo alla situazione.

Guardando da questa prospettiva perciò capiamo quanto sia importante riconoscere cosa proviamo e avere consapevolezza del nostro stato mentale, fisico, emotivo. Saranno questi gli indicatori più idonei a dirci se e quando stia attraversando il confine che ci porta allo stress psicologico con le sue possibili conseguenze negative. Grazie a questo nuovo sguardo più completo sapremo infine quando intervenire per riportare serenità, benessere ed equilibrio nelle nostre giornate.

Ti è piaciuto l’articolo sullo stress da lavoro e non solo? Ti potrebbe interessare anche questo.

0 likes no responses
1 2 3 4 14