Blog

08/02/17 Blog

Meditazione Mindfulness

10 passi per una pratica di meditazione consapevole


  1. Crea il tempo e lo spazio giusto per te_ Stabilisci un momento preciso durante la giornata e uno spazio in cui puoi meditare senza distrazioni
  2. Stabilisci la durata della tua pratica _ Decidi di iniziare con una pratica di 5 minuti. Man mano che passeranno i giorni potrai aumentare il tempo fino a raggiungere i 40 minuti
  3. Assumi una posizione comoda _ Siedi sul pavimento con le gambe incrociate oppure utilizza una sedia piantando bene i piedi per terra. Cerca di assumere una posizione in cui sei rilassato ma vigile e attento
  4. Verifica la tua postura _ Assumi una postura eretta, con la testa, il collo e la schiena allineati verticalmente. Sistema le braccia in una posizione comoda: adagiate in grembo o sulle cosce. Rilassa la mandibolMeditazione_Mindfulness_menoansia_santina_calia, rilassa le spalle. Chiudi gli occhi se puoi
  5. Fai qualche profondo respiro _ Respira lentamente e profondamente. Questo ti permetterà di calmare la mente e di ristabilirti nel momento presente
  6. Dirigi l’attenzione al respiro _ Porta la tua attenzione alla parte del corpo in cui senti meglio il respiro: narici, petto, diaframma o pancia
  7. Mantieni l’attenzione sul respiro _ Inspira ed espira e mantieni la tua attenzione sul movimento del respiro. Se ti accorgi che l’attenzione si è allontanata dal respiro, riportala indietro. Lascia andare i pensieri, le emozioni e le altre distrazioni
  8. Ripeti i passaggi 6 e 7 più volte _ La caratteristica della mente è distrarsi. Per la durata della meditazione riconosci questo movimento della tua attenzione e riportala e mantienila sul respiro meglio che puoi
  9. Sii gentile con te stesso _ Non arrabbiarti se a volte la tua attenzione si allontana o se ti addormenti durante la meditazione. Se sei molto stanco, tieni gli occhi aperti e mantieni una postura eretta ma rilassata
  10. Preparati per una dolce ripresa _ Quando la meditazione volge al termine, mantieni ancora un po’ gli occhi chiusi finché non sei pronto a riaprirli. Ringraziati per il tempo che ti sei dedicato. Avvicinati alla pratica con gratitudine

 

Prossimi corsi in partenza a gennaio 2018. Lascia la tua mail per avere informazioni a riguardo

 

0 likes no responses
01/02/17 Blog # , , , , , ,

Prendere un té con consapevolezza

Quando meditare ti risulta difficile, puoi ritagliare dei momenti nella tua giornata per diventare consapevole di quello che stai facendo


Per allenarci a portare le Mindfulness nella nostra vita possiamo iniziare ad applicare alle piccole cose della nostra quotidianità.

Oggi proviamo a bere una tazza di Tè in modo Consapevole (se non bevi tè puoi provare utilizzando una tisana).

Mindfulness significa “Porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, al momento presente e in modo non giudicante (J. Kabat-Zinn, 1994)”.

E cioè portare tutta la nostra attenzione, quella di cui siamo capaci, a quello che facciamo, vediamo, mangiamo, utilizzando i nostri 5 sensi e diventando consapevoli di quanto accade dentro di noi proprio qui proprio ora.

Imparare a diventare consapevoli ci permetterà di creare uno spazio in cui essere davvero in grado di vedere quello che sta accadendo nel momento in cui accade, liberandoci da quello che la nostra mente, invece, vorrebbe.

Respirare, camminare, guidare, mangiare o bere sono tutte attività che facciamo senza averne consapevolezza, senza essere attenti a quello che facciamo mentre lo facciamo né alle sensazioni, ai pensieri o alle emozioni che proviamo.

Tea_cup_meditation


Stiamo imparando a vedere ciò che è spesso oscurato dalla distrazione.


Se non siamo a conoscenza di come siamo intrappolati, è impossibile liberarci dalla nebbia che ci avvolge. Ma se iniziamo ad allenare la nostra consapevolezza, siamo in grado di cominciare a renderci conto di quando agiamo con il pilota automatico, seguendo la forza dell’abitudine o il nostro impulso ad agire. Stiamo iniziando a prendere consapevolezza di quello che stiamo facendo e di come lo stiamo facendo.

La sfida di oggi è iniziare a bere una tazza di tè con consapevolezza per poi provare con un altro aspetto della nostra vita.


Ecco alcuni suggerimenti

  1. Inizia con il portare attenzione al suono che fa l’acqua quando bolle. Ascolta il gorgoglio dell’acqua. Riesci a vedere il vapore fuoriuscire dal beccuccio della teiera? Prova ad essere aperto più che puoi a tutto quello che accade in questo momento. Usa i tuoi 5 sensi.
  2. Cerca di diventare consapevole delle sensazioni che provi restando presente: senti il contatto dei glutei con la sedia o dei piedi con il pavimento.

    Apriti ai tuoi 5 sensi per comprendere cosa sta accadendo davvero


  3. Osserva come cambia il colore dell’acqua man mano che il tè scarica la sua essenza. Se mentre sei lì ti accorgi che la mente divaga rapita da un pensiero, non preoccuparti, è normale, cerca semplicemente di riportare la tua attenzione all’acqua del tè.
  4. Ora, sollevando la bustina di tè con un cucchiaio, cerca di diventare consapevole delle tue dita che afferrano il cucchiaio e del tintinnio che fa il coperchio sulla teiera.  Prova a fare tutto questo sganciato dal tuo pilota automatico.
  5. Se decidi di aggiungere lo zucchero, cerca di essere attento a come ti senti mentre lo fai e prova a chiederti: Lo voglio veramente? Come faccio a sapere di volerlo davvero?
  6. Cerca, ora di diventare consapevole del calore della tazza tra le tue mani.
  7. A questo punto, porta la tazza alle labbra. Mentre fai questo movimento prova a diventare consapevole della mano e del braccio che si spostano per compiere questo gesto.
  8. Prendi, ora, un sorso di tè. Prova a trattenere il tè in bocca per qualche istante e a diventare consapevole del sapore sulla lingua. È piacevole? O forse lo preferisci più intenso? O più leggero? Non c’è bisogno di fare nulla. Quello che devi fare è essere consapevole delle tue sensazioni. Se noti che qualche pensiero fa capolino, lascialo muoversi, lascialo andare e venire nella tua mente senza seguirlo.

Se noti che ci sono dei pensieri, lasciarli andare e venire nella tua mente senza seguirli. Prova a stare con il gusto del tè. Nota, senza emettere giudizio, qualsiasi desiderio e qualsiasi insofferenza che appare.


  1. Quando senti che è arrivato il momento di ingoiare il tè, nota la tua decisione. Si tratta di una scelta consapevole o è accaduto automaticamente? Resta presente alla deglutizione, ai movimenti riflessi nella parte posteriore della bocca e della gola, al liquido che attraversa la gola fino allo stomaco. Come ti senti?
  2. Riesci a notare il momento esatto in cui il tè diventa una cosa sola con il tuo stomaco che lo accoglie?
  3. Ora fai una breve pausa cercando di notare ogni sentimento di irritazione, ogni pensiero come ad esempio: Sbrigati, ho di meglio da fare. Oppure nota se provi un senso di pace o di immobilità. Se è così, dove lo senti? Sta cambiando? Rimane costante? Diventa consapevole della tua mente che vaga. Anche questo è un segno di crescente consapevolezza.
  4. Cerca di diventare consapevole del contesto: dai un’occhiata intorno a te, apri gli occhi al tuo ambiente senza giudicarlo. Cerca di diventare consapevole di eventuali pensieri o sentimenti che emergono.
  5. Ora, riporta la tua attenzione alla tazza di tè nella tua mano. Diventa consapevole della scelta che fai per prendere un altro sorso di tè. Quando hai deciso, ricomincia dal punto sette, e continua a bere il tè fino a quando la tazza è completamente vuota, oppure fino a quando scegli di smettere di bere. Se hai deciso di smettere prima che il té sia finito, prova a diventare consapevole del motivo per cui hai deciso di smettere. Il tè è diventato freddo? È cambiato il sapore? Hai fretta di fare altro? Qualunque sia la tua decisione diventa un osservatore imparziale.

Se decidi di fare questa meditazione non è necessario seguire ogni passaggio rigorosamente. Prova solamente, meglio che puoi, ad aprirti alla pratica per diventare consapevole di quello che accade momento per momento, e tornando indietro ogni volta che noti di essere stato rapito dai tuoi pensieri.

Se questo esercizio ti è piaciuto e pensi possa essere il momento giusto per inserire la Mindfulness nella tua vita, partecipa al corso di Mindful eating. Da gennaio 2018. Lascia la tua mail e ti avviseremo.

 

47924184 - set of cartoon hand drawn objects on mindful eating rules theme


Fonte: http://www.mindful.org/mindful-cup-tea/

0 likes no responses
28/01/17 Blog

Fame emotiva e Fame fisica


7 differenze tra la fame emotiva e la fame fisica


Hai avuto una brutta discussione con il tuo capo e d’improvviso avverti tanta fame. Prima che te ne renda conto, sei al bar a mangiare un tramezzino al prosciutto, un arancino e una crostatina al cioccolato, e ancora mangeresti. Niente sembra bastare! È come se fossi in trance. Mangiare sembra essere l’unica tua consolazione al momento, l’unica cosa che riesce a darti sollievo, a far sparire la voce del capo dalla tua testa!

Ti sei mai ritrovato in una situazione simile?

A volte mangiamo per zittire le nostre emozioni negative, altre volte per calmare la nostra rabbia, altre ancora perché siamo felici e vorremmo che non passasse mai. Insomma, troppo spesso mangiamo non per fame ma sotto la spinta emotiva.

Quando mangiamo spinti dalle nostre emozioni e non perché abbiamo realmente fame rischiamo di fare delle abbuffate che non fanno altro che darci solo un piccolo momentaneo conforto e tanto aumento di peso.

Dobbiamo, dunque, imparare a riconoscere il momento in cui stiamo mangiando sotto la spinta emotiva.

Guardiamo insieme 7 segnali che ci indicano che stiamo mangiando perché arrabbiati, tristi, annoiati, stressati o felici…

  1. La fame è improvvisa. Da 0 a 10 in un secondo. Un attimo prima eri soddisfatto, un attimo dopo hai un imminente bisogno di mangiare
  2. Sei attratto da un cibo specifico: patatine, cioccolato, biscotti… Desideri un alimento specifico, nient’altro sembra sufficiente
  3. Non puoi più aspettare. La fame è così intensa che devi mangiare subito
  4. Si manifesta in seguito a un’emozione sconvolgente. Il rimprovero del capo, troppo lavoro da fare in poco tempo, un litigio con il partner, una cena di famiglia o un incontro di lavoro
  5. Include il mangiare in modo inconsapevole. Mangiamo con il pilota automatico inserito, senza sapere cosa e come stiamo mangiando
  6. Non riesci a fermarti neanche quando ti senti pieno. La fame emotiva nasce dal desiderio di reprimere alcune emozioni molto intense, ecco perché è difficile sentirsi soddisfattiFame_emotiva_Fame_fisica
  7. Ti senti in colpa dopo aver mangiato. Normalmente mangiamo per sentirci meglio. Quando mangiamo per placare le nostre emozioni non ci sentiamo meglio e addirittura mangiamo molto di più

Quando, invece, mangi perché sei realmente affamato

  1. La fame è graduale. La voglia di mangiare cresce gradualmente e dipende dal tempo trascorso dall’ultima volta che hai mangiato
  2. Sei aperto a qualsiasi cibo. Potrai certamente avere delle preferenze, ma sei aperto a cibi diversi. La cosa importante è che siano nutrienti
  3. Puoi aspettare. Preferisci mangiare il prima possibile, ma puoi aspettare facilmente
  4. Il corpo invia dei segnali. Sono trascorse almeno 4 o 5 ore dall’ultimo pasto e il tuo corpo ha bisogno di carburante
  5. Sei consapevole della tua fame. Sei attento a ogni boccone e al percorso che questo fa dalla bocca allo stomaco. In ogni momento, puoi decidere se continuare a mangiare oppure se smettere
  6. Riesci a fermarti quando sei pieno. La fame deriva dal desiderio di nutrire il proprio corpo, ma non appena ti senti sazio, puoi smettere di mangiare
  7. Dopo aver mangiato sei soddisfatto. Quando si mangia per soddisfare un bisogno fisico, dopo non provi senso di colpa o vergogna. Ti rendi conto che mangiare è normale e necessario

Per imparare strategie che ti aiuteranno a staccarti dalla tu fame emotiva e imparare a mangiare con attenzione e intenzione puoi partecipare al corso di Mindful eating di 9
incontri
che si svolgerà a partire da gennaio 2018.

 

Fonte: http://shinewithnature.com/hunger/

0 likes no responses
26/01/17 Blog # , , , , , ,

Se soffri di ansia

11 cose che potresti aver fatto o provato 


1_Rifiutare un invito anche quando avresti avuto voglia di accettare

Talvolta l’ansia può essere piuttosto invalidante, tanto da non avere l’energia necessaria per riuscire a fare ciò che vuoi. Non importa quanto tu fossi eccitato all’idea di andare al teatro, quando arriva il giorno dell’evento e l’ansia fa capolino, rinunci! Il pensiero potrebbe essere: “Non sarei di compagnia; Non voglio rovinare la serata a nessuno!” La scelta migliore, dunque, è RINUNCIARE.

2_Passare le tue giornate a pensare a cose a cui normalmente le altre persone non danno peso

Sei ossessionato da molte cose. Molto probabilmente, ciò di cui ti preoccupi non attraverserà mai la mente di coloro che non soffrono di ansia. Potresti ritrovarti a pensare continuamente alla conversazione avuta la settimana scorsa con il tuo collega, oppure al modo in cui il tuo capo ti ha guardato. O forse non riesci a smettere di PREOCCUPARTI per il fatto che il tuo partner non ti ha scritto per tutto il giorno.  Qualunque sia il tuo pensiero è molto difficile per coloro che non soffrono di ansia comprendere come mai sei così preso da questi pensieri.

3_Svegliarti presto al mattino anche quando sei molto stanco11_soffri_di_ansia_menoansia_Santina_Calì

Dormire è un problema. È piuttosto difficile addormentarti a sera perché pensi e ripensi a tutto quello che è successo durante il giorno. La tua mente non sembra spegnersi mai. Tendi a svegliarti molto presto al mattino perché hai tante cose che ti preoccupano e che devi fare al più presto. Dormire è una SFIDA.

4_Preoccuparti dell’esito peggiore degli eventi

Sei convinto che andrà tutto male! Prima di partire per un viaggio, immagini scenari terribili. Se ti ammali il pensiero è che sarà certamente qualcosa di tremendo. Se il tuo partner tarda ad arrivare avrà avuto di sicuro un incidente. L’elenco potrebbe essere molto più lungo e per gli altri sono tutte sciocchezze. Ma per te? Sono tutte PAURE reali!

5_Ripetere una conversazione più e più volte nella tua testa

Cerchi di evitare il confronto con gli altri a tutti i costi perché questo non farebbe che peggiorare la tua ansia. Anche una conversazione piacevole diventa motivo di RIMUGINÌO e stai lì a pensare e ripensare a quanto ci si è detti. Continui a pensare di aver detto qualcosa di sbagliato. Non riesci a smettere di pensarci Ricordati che questo è l’effetto della tua ansia.

6_Peggiorare la tua ansia quando qualcuno si preoccupa per te

Quando le persone ti chiedono come stai durante un attacco di panico, oppure quando iniziano a farti domande mentre sei assorto nei tuoi pensieri negativi, la tua ansia aumenta. Lo scopo degli altri è farti stare meglio, ma quando si preoccupano per te, nella tua mente scattano pensieri del tipo – “Se sono preoccupati loro, allora dovrei PREOCCUPARMI ancora di più”.

7_Pensare di aver sbagliato qualcosa se non ti rispondono subito al telefono

Che si tratti di una persona cara, del tuo migliore amico o di tua sorella, Se non rispondono alla tua chiamata o ad un tuo sms il tuo pensiero automatico è “E’ COLPA MIA, ho fatto qualcosa di sbagliato!”. Probabilmente hanno solo altro da fare il quel momento.

8_Sentire l’ansia aumentare quando pensi al futuro

Il futuro è un enorme trigger! Non sopporti quando ti viene chiesto “Che progetti hai per i prossimi 5 anni?”. Parlare del futuro è molto difficile per te. Ti fa sentire come se NON SEI IN GRADO DI FARE PROGETTI.

9_Confrontarti con i tuoi coetanei: successo lavorativo, famiglia…

Passi molto tempo sa guardare il profilo Facebook dei tuoi coetanei che stanno realizzando i loro sogni oppure hanno lavori di prestigio. Non vorresti farlo, ma a volte l’ansia prende il sopravvento e non riesci a smettere. Devi confrontarti con gli altri!

10_Continuare a ripensare ai tuoi errori

Soprattutto se hai commesso un errore sul posto di lavoro, non riesci a smettere di pensarci e questo può rovinare la tua giornata o addirittura la tua settimana. Ti sforzi di fare qualsiasi cosa in tuo potere che possa NEUTRALIZZARE l’errore, ma continui a sentirti sopraffatto e a ripensarci. L’ansia può essere veramente il tuo peggior nemico.

11_Sentirti sopraffatto e stremato dai tuoi pensieri tanto da non alzarti dal letto

Alcuni giorni, l’ansia può essere così forte, che ti senti veramente ESAUSTO e non hai l’energia per fare le cose. Passi il tuo tempo rintanato a letto magari piangendo.

Se soffri di ansia, sai bene che questa può avere un effetto molto negativo sulla tua salute e probabilmente hai fatto diversi tentativi per sbarazzartene. I suoi effetti possono essere davvero dannosi e chiedere aiuto per riappropriarti della tua vita potrebbe essere un’adeguata via di uscita.


Cosa può fare la terapia Cognitivo-Comportamentale?

Può fornirti una serie di strumenti che possono aiutarti ad aumentare la tua capacità di gestire i tuoi pensieri disfunzionali e sebbene non ti libereranno mai completamente, ti permetteranno di sentirti più forte e padrone della tua mente. Questo ti permetterà di migliorare il tuo sonno, il tuo modo di mangiare, la tua vita sociale e dunque aumentare la tua qualità di vita.


Fonte: http://thoughtcatalog.com/lauren-jarvis-gibson/2016/09/11-things-people-dont-realize-you-are-doing-because-of-your-anxiety/

 

0 likes no responses
17/11/16 Blog

Come smettere di mangiare in modo inconsapevole

5 modi per smettere di mangiare in modo inconsapevole


Quando smettiamo di mangiare in modo inconsapevole, iniziamo a prenderci cura del nostro corpo.

La maggior parte di noi mangia mentre la mente è da un’altra parte. Questo modo di mangiare inconsapevole ci fa perdere l’esperienza di gustare il nostro cibo e forse potrebbe anche farci mangiare molto di più di quanto realmente vorremmo. Mangiare in modo inconsapevole non ci permette di masticare a lungo il nostro cibo e può anche provocare problemi fisici. Se hai sofferto di sensibilità gastrica sai perfettamente che masticare più a lungo e lentamente ti permetterebbe di ridurre i sintomi.

Come fare dunque a passare dal mangiare in modo inconsapevole all’essere pienamente presenti alla nostra esperienza?

Ecco 5 strategie per imparare a smettere di mangiare in modo inconsapevole.smettere_mangiare_inconsapevole_infografica_santina_cali

1#Non distrarti mentre mangi. Mangiare mentre siamo impegnati al telefono, oppure guardiamo la TV, lavoriamo a un progetto o navighiamo in internet può farci mangiare più velocemente, più di quello che vorremmo realmente e renderci difficile ricordare cosa abbiamo appena mangiato. Pensate a quanti soldi spesi inutilmente!

2#Utilizza piatti piccoli. Mediamente mangiamo circa il 92% di tutto quello che abbiamo nel piatto. Quando vediamo il nostro piatto pieno di cibo, la mente ci dice che siamo molto affamati.  Ridurre la grandezza dei nostri piatti può farci mangiare meno e di conseguenza perdere peso.

3#Identifica i tuoi trigger. I trigger sono tutto ci che ci spinge a mangiare quando un attimo prima non avevamo neanche fame. I nostri trigger possono essere interni (rabbia, preoccupazioni, ricordo di un pasto delizioso) o esterni (uno spot televisivo, un profumo di dolce, la disponibilità del cibo). Prova a identificare quali sono i tuoi trigger e a stabilire se è  davvero necessario mangiare in quel momento o puoi gestire la situazione in maniera diversa.

4#Non mangiare direttamente dal pacco. Pacchi di biscotti, di patatine, di salatini o di grissini… Più grande è la confezione del nostro cibo più ne mangiamo. Il nostro cervello non ci dice quando fermarci, anzi continua finché il cibo è disponibile. Scegli, dunque, di prendere una quantità di cibo che ti soddisfi e riponi la confezione in dispensa.

5#Elabora un tuo piano alimentare. Quando scriviamo un piano settimanale di ciò che dobbiamo mangiare riduciamo di molto il rischio di mangiare più di quello di cui il nostro corpo necessita, siamo in grado di stabilire le calorie  da ingerire e possiamo variare la nostra alimentazione in modo da renderla equilibrata e sana.

Da gennaio 2018 i prossimi corsi di Mindful eating

Per maggiori informazioni lascia qui la tua mail

0 likes no responses
17 Novembre 2016 Blog # , , , , , ,

Vincere l’ansia sul posto di lavoro

Vincere l’ansia sul posto di lavoro

5 semplici trucchetti per poter gestire l’ansia a lavoro


  • La consegna di quel lavoro si avvicina…
  • Il capo urla…
  • I colleghi sono nervosi…

Ed ecco che l’ansia fa capolino!

L’ansia è una componente importante della nostra vita. Una normale quota di ansia consente di essere attenti e vigili e, in ambito lavorativo, garantisce un ottimo rendimento. Quando però la quota d’ansia è eccessiva, può diventare debilitante.

Spesso i ritmi lavorativi sono piuttosto rapidi e le richieste piuttosto pressanti tanto da aumentare il nostro stress e di conseguenza la nostra ansia. E allora appena varcata la soglia del nostro ufficio, il cuore inizia a battere più forte, lo stomaco fa male,  la concentrazione diminuisce e per leggere una mail ci si impiega il doppio del tempo.

5 semplici trucchi per vincere l'ansia a lavoro

5 semplici trucchi per vincere l’ansia a lavoro

Se ti capita talvolta di lottare con una forte ansia ecco 5 semplici suggerimenti per poter superare la tua giornata lavorativa. 

1# Evita il caffé. Se riconosci che oggi il tuo livello di ansia è più alto del solito, riduci il numero dei caffè che assumi normalmente o, se puoi, evitalo del tutto sostituendolo con un té se preferisci. Il caffè amplifica i sintomi dell’ansia e potrebbe, pertanto, aumentarla.

2# Organizza il lavoro. Pianifica il tuo lavoro. Stabilisci cosa e quando fare. Scrivi una lista delle priorità e segui il tuo piano. Sistema i fascicoli che hai sulla scrivania. Una scrivania pulita equivale ad avere una mente chiara.

3# Respira. Utilizza il respiro per calmare la mente. L’ansia può indurre un respiro superficiale, irregolare e rapido. Fai lunghi e profondi respiri e prova meglio che puoi a spingere il respiro nell’addome. Questo aiuta il corpo a ritrovare il suo equilibrio.

4# Fai esercizio fisico. Se puoi durante la pausa pranzo esci a fare una passeggiata veloce di 10-15 minuti. Oppure trova un posto tranquillo dove poter fare dei saltelli sul posto. O ancora fai le scale su e giù di corsa. Questi rapidi movimenti  fanno rilasciare endorfine che aiuteranno a calmare la mente e il corpo.

5# Rilassati. Se puoi, rendi il tuo ufficio un posto per te rilassante e accogliente. Prova ad abbellirlo con una foto, un quadro o un oggetto che sia per te rilassante. Oppure prova ad ascoltare una musica dolce o fare qualcosa che possa darti piacere come mostrare ai colleghi le foto dell’ultima vacanza.

Fonti:

http://psychcentral.com/blog/archives/2014/07/24/5-quick-ways-to-calm-anxiety-at-work/

http://www.calmclinic.com/anxiety-types/work-anxiety

http://www.helpguide.org/articles/stress/stress-at-work.htm

0 likes no responses
01/11/16 Blog # , , , , ,

A proposito di Mindful eating

Come trasformare il tuo pasto in una meditazione


Ecco alcuni suggerimenti per affrontare il tuo pasto quando ti senti stressato, nervoso, agitato e pensi di essere a rischio di abbuffate

  1. Diventare Consapevole: Sono davvero affamato? C’è qualcos’altro che mi spinge a mangiare in questo momento? Come si sta sentendo il mio corpo? Che emozioni sto provando? Quali sensazioni fisiche sento nel corpo?
  2. Prepara il tuo pranzo con gentilezza: Se pensi di essere affamato, prepara il tuo pasto con gentilezza restando pienamente consapevole dei tuoi pensieri mentre lo stai facendo. Cerca meglio che puoi di immaginare da dove proviene il cibo che stai preparando, la terra, il sole, la pioggia…
  3. Siediti per mangiare: Non mangiare in piedi o camminando su e giù per la casa. Apparecchia la tua tavola con la tovaglia più bella che hai, i piatti, i bicchieri, le posate…46125447 - healthy lifestyle concept - you are what to eat reminder words in paper tag on dish and spoon wooden.
  4. Ringrazia per il cibo che stai per mangiare: Se preferisci recita una preghiera oppure invia un messaggio di gratitudine all’universo che ti sta permettendo di mangiare il tuo cibo
  5. Guarda il tuo cibo: Osservalo con attenzione e decidi se va bene per te
  6. Senti il profumo del tuo cibo: Annusalo e diventa pienamente consapevole del suo aroma
  7. Mangia lentamente: Fai un boccone per volta, posa la forchetta tra un boccone e l’altro e se ti accorgi di mangiare in fretta anche in questo modo, allora usa la mano non dominante per portare la posata alla bocca. Mastica lentamente cercando di diventare consapevole di come cambia la forma del tuo cibo mentre lo mastichi
  8. Focalizza la tua attenzione solo sul cibo che hai davanti: Guarda il cibo e mentre mangi porta la tua attenzione sul sapore e sulla consistenza del tuo pasto. Non lasciare che la mente pensi già al piatto successivo o al dolce. Mangia e resta con quello che stai facendo proprio qui, proprio ora
  9. Annota quello che mangi: scrivi su un diario cosa, come e quanto mangi. Annota tutto ciò che c’è ora, problemi o sensazioni particolari
  10. Termina il tuo pasto come hai iniziato: Quando hai finito di mangiare, togli i piatti e la tovaglia con la stessa attenzione e cura che hai usato nel preparare la tavola

Se vuoi saperne di più:

0 likes no responses
27/10/16 Blog # , , , , ,

Vincere le preoccupazioni: 3 suggerimenti

Vincere le preoccupazioni: 3 suggerimenti

3 Rapidi esercizi di Consapevolezza per vincere l’ansia e le preoccupazioni


Le preoccupazioni sono per tutti, tutti i giorni! Ognuno di noi ha preoccupazioni di ogni tipo: a volte sono piccole e semplici difficoltà legate alla gestione della quotidianità; altre sono grandi preoccupazioni per la salute, il lavoro, la famiglia… Preoccuparsi è del tutto normale e ci prepara ad affrontare le difficoltà della vita.

Quando, però, siamo rapiti dal vortice delle preoccupazioni allora queste possono impedirci di vivere e di godere pienamente della nostra vita e di quello che sta accadendo. Talvolta potrebbero essere addirittura così intense da sfociare in vere e proprie crisi di ansia o panico.

La buona notizia è che si può fare qualcosa a riguardo nel momento in cui ci si accorge di essere nella trappola della preoccupazione, di avere pensieri ripetitivi o sensazioni fisiche di tensione o nervosismo. Allontanando l’attenzione dai tuoi pensieri e ancorandoti al momento presente, a quello cioè che stai facendo in quel preciso momento o semplicemente osservando il pensiero, puoi venir fuori dal vortice!

 

Di seguito vengono presentati 3 rapidi esercizi che possiamo fare per sviluppare la Consapevolezza, valida alleata per uscire dalle preoccupazioni

1. Ancorarsi al presente 

Uno dei modi migliori per calmare se stessi è quello di ancorarsi al presente dirigendo l’attenzione alla parte bassa del corpo. Potresti iniziare concentrandoti sui piedi e le sensazioni che senti nei piedi a contatto con i calzini o con le scarpe. Dopo qualche minuti espandi la tua attenzione per includere le sensazioni che avverti prima nella parte bassa della gamba e poi nelle cosce. Come si sentono in questo momento? Sono pesanti? Sono leggere? Sono calde? Freddo? C’è un formicolio? Oppure non avverti alcuna sensazione?  Prova a portare il respiro e a rilassare questa parte del tuo corpo ogni volta che espiri. Questo è un ottimo modo per ancorarti al presente e puoi farlo in qualsiasi momento, con gli occhi aperti o chiusi, stando seduto o anche mentre cammini.

2. Contare i respiri

Questa tecnica può essere anche utilizzata in combinazione con la precedente. Ancorati al presente. Respira. E sulla prossima inspirazione conta fino a 6, lasciando entrare tutta l’aria che puoi. Sull’espirazione conta fino a 10, lasciando uscire tutta l’aria. In questo modo puoi allungare il respiro, rallentando la respirazione. Allungare i tempi dell’espirazione ti aiuta a rallentare la frequenza cardiaca, calmando e ripristinando l’equilibrio emotivo. Se 6 e 10 non vanno bene per te, trova un altro rapporto purché l’espirazione sia almeno due conteggi più lunga dell’inspirazione. Se sei in preda al panico e non riesci a gestire il conteggio, puoi ripetere mentalmente quando inspiri “dentro” e “fuori” quando espiri, sempre cercando di allungare l’espirazione. Prosegui per almeno un minuto, o comunque per tutto il tempo di cui hai bisogno.

3. Respirazione sulle dita

La respirazione sulle dita è un altro modo per contare il respiro. Tieni una mano di fronte a te con il palmo rivolto verso di te. Con il dito indice dell’altra mano, mentre inspiri traccia la lunghezza del pollice cominciando dalla parte esterna. Fermati nella parte superiore del pollice e poi mentre espiri percorri l’altro lato andando verso il basso. Questo è un respiro. Traccia poi il lato del dito successivo mentre inspiri, fermati sulla parte in alto, e poi traccia l’altro lato di quel dito, mentre espiri. Ecco due respiri. Continua ad andare avanti, tracciando la lunghezza di ogni dito mentre conti ogni respiro. Quando arrivi alla fine dell’ultimo dito, torna su per quel dito e fallo in senso inverso. Questa pratica ti permette di concentrarti su qualcosa di visivo mentre conti il respiro. Puoi utilizzarla quando ti senti sopraffatto e non ti è possibile chiudere gli occhi e concentrarti sulle sensazioni interne.

 

 

Fonte: https://www.wellbeing.com.au/author/jodie-gien

0 likes no responses
20/10/16 Blog

Mindful eating: aiutiamo i nostri bambini a mantenersi in forma

La maggior parte delle diete per prevenire l’obesità infantile prevede il conteggio delle calorie e esercizio fisico. Negli ultimi anni sta acquistando sempre più la fiducia dei pediatri un nuovo programma di educazione alimentare: La Mindful eating.

La Mindful eating non è una dieta, ma un modo più compassionevole per prendersi cura del proprio benessere e della propria alimentazione. Non si tratta più solo di modificare le nostre abitudini alimentari, ma di imparare a diventare pienamente consapevoli delle nostre abitudini alimentari, del senso di fame e di pienezza, delle esperiemindful-eating-and-childrennze emotive connesse al cibo e la relazione tra tutto questo.

Hai mai notato se tuo figlio ti chiede lo spuntino quando danno la pubblicità in TV durante i cartoni animati? Quando è arrabbiato o annoiato? Un corso di Mindful eating può darti la possibilità di acquisire maggiore consapevolezza delle abitudini della tua famiglia e ti permette di valutare delle strade alternative per evitare di cadere nella buca della fame emotiva. Mangiare sotto la spinta emotiva è molto frequente anche tra i bambini. Potrebbe, dunque, essere molto di aiuto imparare a riconoscere la differenza tra il mangiare per fame o per urgenza emotiva per insegnare ai nostri figli a fare lo stesso.

A volte abbiamo la tendenza a considerare il cibo come un nemico. La Mindful eating ci consente di cambiare prospettiva e di iniziare a pensare al cibo come ad un alleato per il nostro benessere fisico e mentale. Durante il corso di Mindfule eating possiamo imparare nuovi modi per insegnare ai nostri figli che il cibo permette loro di avere l’energia necessaria per imparare, pensare, giocare e crescere. La Mindful eating può guidarci verso uno stile di vita sano che aiuta a prevenire l’obesità e i suoi effetti nocivi per la salute dei nostri figli.

Se vuoi conoscere qualcosa di più lascia la tua mail: 

Fonte: http://www.health24.com/Diet-and-nutrition/News/mindful-eating-can-keep-kids-slim-20161010

0 likes no responses
Iscriviti alla Newsletter

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.

Unisciti a 243 altri iscritti