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05/04/18 Blog # , ,

La mia piena Consapevolezza

 

Ho bisogno anche io di Mindfulness?

Leggi gli item che trovi elencati di seguito e indica quali sono le tue normali abitudini quotidiane.
Se scopri che almeno 3 delle seguenti situazioni ti appartengono, allora è giunto il momento di inserire la Mindfulness nella tua vita.


  1. Ci sono volte in cui non sono veramente attento a quello che sto facendo.
  2. Trovo difficile accettare me stesso e le cose che mi circondano così come sono. Vorrei che fossero diverse.
  3. A volte commetto errori perché non presto attenzione a quello che sto facendo.
  4. Spesso evito le cose che mi provocano dolore oppure procrastino in modo da non avere niente a che fare con ciò che mi infastidisce.
  5. A volte sono così preso dai miei pensieri che mi isolo anche se sto in mezzo ad altre persone.
  6. Quando sono per strada, non noto le cose che mi circondano, cammino senza guardare.
  7. A volte guido la macchina o il motorino senza essere realmente consapevole della strada che sto facendo.
  8. Non ascolto veramente quello che gli altri mi dicono oppure trovo molto difficile mantenere l’attenzione per molto tempo su ciò che dicono.
  9. Spesso stilo mentalmente una lunga lista di cose da fare in momenti inopportuni come a lavoro, al cinema, in mezzo agli altri.
  10. Non ricordo mai i nomi delle persone nuove con cui entro in contatto.
  11. Mi annoio nelle attività quotidiane.
  12. A volte guido o agisco in modo automatico.
  13. Penso molto al futuro e spesso il risultato è che non mi godo il momento presente.
  14. Spesso non ricordo se ho fatto o meno una cosa (tipo prendere le chiavi, il cellulare, spegnere la tv)
  15. Spesso penso: “Ok, e ora? Passiamo a quello che devo fare dopo!”
  16. Penso che sarò felice quando avrò raggiunto tutti i miei obiettivi; trovo molto difficile vedere e godere di quello che ho già fatto.

Tratto da Susan Albers, 2013


Prossimo corso di MBSR in partenza l’11 maggio presso l’Itci di Roma.

Incontro di presentazione 27 aprile ore 18:00 in via Livorno, 45

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14/03/18 Blog # , , , , , , , , ,

Mindfulness nella vita quotidiana

Corso MBSR di 8 settimane per la riduzione dello stress


venerdì 27 aprile incontro introduttivo


Senti che stress, ansia e preoccupazioni della vita quotidiana hanno preso il sopravvento?

Avverti il bisogno di acquisire strumenti e strategie che possano fornirti un sostegno per affrontare meglio tutto questo?


Il corso MBSR è un programma di 8 settimane realizzato dal Dr. Jon Kabat-Zinn presso l’Università del Massachusetts e validato da circa 30 anni di ricerca scientifica.

Il protocollo basato sulla Mindfulness permette attraverso una serie di esercizi di imparare un nuovo modo di osservare sé stessi e il mondo intorno a sé.

Mindfulness significa “essere in grado di portare attenzione diretta e sincera a ciò che stiamo facendo mentre lo stiamo facendo: essere cioè in grado di sintonizzarci su quanto accade nella nostra mente, nel nostro corpo e fuori di noi, momento dopo momento”. Questa nuova “Consapevolezza” ci permetterà di affrontare alcune delle sfide più difficili della vita, in un modo nuovo.

La ricerca scientifica ha dimostrato che la pratica della Mindfulness può: ridurre lo stress, diminuire ansia e depressione, migliorare la qualità del sonno, aumentare l’attenzione e la concentrazione.

Inoltre, grazie alla Mindfulness, possono essere migliorati alcuni atteggiamenti come il saper vivere e gustare il presente, accettare ciò che non si può cambiare, essere più consapevoli delle proprie scelte e delle proprie azioni, allentare il giudizio costante che influenza il nostro sguardo su noi stessi e sul mondo.

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13/03/18 Blog # , , , , , ,

Corso MBCT

Programma di 8 settimane basato sulla Mindfulness per liberarti dalla depressione


venerdì 27 aprile incontro introduttivo gratuito


Il corso Mindfulness-Based Cognitive Therapy è un programma di 8 settimane sviluppato a partire dal più famoso programma MBSR creato dal Dr. Jon Kabat-Zinn e validato ormai da circa 30 anni di studi scientifici.

L’incontro della Terapia Cognitiva con la Mindfulness doterà i partecipanti degli strumenti necessari per conoscere i processi mentali che spesso caratterizzano i disturbi dell’umore così da sviluppare una nuova e più funzionale relazione con essi.

Mindfulness significa “essere in grado di portare attenzione diretta e sincera a ciò che stiamo facendo mentre lo stiamo facendo: essere cioè in grado di sintonizzarci su quanto accade nella nostra mente, nel nostro corpo e fuori di noi, momento dopo momento”.

 

La ricerca scientifica ha dimostrato che la pratica della Mindfulness può: diminuire ansia e depressione, migliorare la qualità del sonno, ridurre lo stress, aumentare l’attenzione e la concentrazione.

Inoltre, grazie alla Mindfulness, possono essere migliorati alcuni atteggiamenti come il saper vivere e gustare il presente, accettare ciò che non si può cambiare, essere più consapevoli delle proprie scelte e delle proprie azioni, allentare il giudizio costante che influenza il nostro sguardo su noi stessi e sul mondo.


Durata: 8 incontri a cadenza settimanale di circa 2 ore

Coordinatore: dott. Emiliano Lambiase

Conduzione: dott.ssa Santina Calì

Date: 11 maggio 2018 – 29 giugno 2018

Giornata intensiva domenica 17 giugno 2018

 

Sede: Itci, via Livorno, 45 – Roma

 

 

 

Per informazioni e prenotazioni: dott.ssa Santina Calì – 3286590097 – [email protected]

 

 

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12/09/17 Blog

Gravidanza e mindfulness

Gravidanza e mindfulness

Corso MBCP: Mindfulness-based Childhood and Parenting

Programma di assistenza alla nascita e alla genitorialità basato sulla Mindfulness


Mercoledì 13 settembre, in collaborazione con l’associazione MUMUP si terrà l’incontro gratuito per donne in gravidanza. Ore 18:00 presso lo Studio Medico Santa Bernardette.


L’arrivo di un bambino segna l’inizio di una nuova “vita” e spesso porta i neogenitori a porsi tante domande, insinuando dubbi e incertezze:

  • “Sarò un bravo genitore?”
  • “Saprò amarlo come merita?”
  • “Sarò in grado di rispondere ai suoi bisogni?”

Diventare genitore è forse la trasformazione più profonda del ciclo di vita di un adulto.

Il programma di assistenza alla nascita e alla genitorialità basato sulla Mindfulness (MBCP) è stato strutturato per dotare coloro che attraversano questa trasformazione degli strumenti necessari per affrontare questo nuovo inizio.

Il programma è un adattamento del più famoso Mindfulness-Based Stress Reduction Programme (MBSR), ideato da Jon Kabat-Zinn presso l’University of Massachusetts Medical Center nel 1979. Durante il corso i genitori in attesa imparano a praticare la Consapevolezza e a portarla nella vita quotidiana. Le pratiche di Mindfulness aiuteranno i neogenitori a coltivare una vita più sana e a vivere la genitorialità con maggiore serenità e saggezza.

Il corso prevede 10 incontri settimanali di circa 2 ore e mezza. Durante ogni incontro oltre alle pratiche di Consapevolezza, si tratterà un tema specifico utile per affrontare non solo il momento del parto con più serenità, ma anche il ritorno a casa e l’inizio della nuova avventura.

Si trasmetteranno strategie per imparare a:

  • Raggiungere un profondo stato di rilassamento fisico e mentale
  • Guidare la mente a gestire il dolore durante il travaglio
  • Aumentare la fiducia e il coraggio per la nuova esperienza di vita
  • Sviluppare le competenze per la gestione dello stress durante la gravidanza e le piccole sfide della vita quotidiana
  • Migliorare le capacità di comunicazione intra-familiare
  • Diventare più consapevoli di come ci si approccia alla genitorialità
Breathing exercise

Esercizio sul respiro

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11/07/17 Blog # , ,

Depressione cosa fare?

Depressione cosa fare?

Breve esercizio che può aiutarti ad affrontare momenti depressivi

  • Il tuo umore è basso?
  • Ti senti poco motivato a fare le cose?
  • Hai difficoltà ad alzarti dal letto al mattino?
Elisha Goldstein, psicologo esperto di Mindfulness, suggerisce una pratica di Mindfulness per gestire questi momenti depressivi. 
Attenzione, però, é un semplice esercizio e non si sostituisce in alcun modo al parere medico, ai farmaci o al tuo percorso terapeutico.

In che modo può aiutarci la Mindfulness?

La Mindfulness ci insegna ad entrare in contatto con i nostri pensieri, le nostre sensazioni e le nostre emozioni in un modo diverso. 
Praticando la Mindfulness impareremo a riconoscere quello che sta accadendo, mentre sta accadendo e così come si presenta senza giudizio.
Questo significa che se stiamo attraversando un periodo di tristezza, invece di incaponirci ad allontanarla rischiando di peggiorare la situazione ulteriormente, impareremo a riconoscerla e lasciarla andare.
Quando si presentano pensieri ruminativi e negativi come “sono un perdente”, “non valgo niente”, la Mindfulness ci insegna a osservarli come pensieri e a lasciarli andare, riportando la nostra attenzione al momento presente, al qui e ora.
Riportare la nostra attenzione a quello che stiamo facendo o sentendo nel momento presente, interromperà il ciclo ruminativo che coinvolge pensieri, emozioni e sensazioni fisiche negativi.

Cosa puoi fare quando senti che stai cadendo in un ciclo ruminativo?

Prova questa pratica di Mindfulness basata sul respiro.
Assumi una posizione comoda che ti consenta di restare rilassato ma anche vigile e attento alle tue sensazioni.
Inizia ad osservare il tuo respiro dove preferisci: naso, petto o pancia.
Segui semplicemente il movimento che il respiro fa mentre entra ed esce dal tuo corpo.
Quando la mente si allontana dal respiro, ripeti a te stesso “va pure” e poi gentilmente riportala indietro al tuo respiro notando ciò che accade mentre entra e esce.
Non essere severo con te stesso, la mente è fatta così. Vaga e si perde in mille pensieri.
Cerca di essere gentile con te stesso e accetta la tua mente e il suo vagare.
Il tuo compito è osservare il movimento della tua mente: dov’è, quello che ti sta dicendo, che pensieri sta elaborando e utilizzare il respiro come un’ancora per tornare al momento presente, all’osservazione del tuo respiro.
Puoi praticare la Mindfulness del respiro da pochi minuti a 30 minuti o più.
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07/07/17 Blog # , ,

Pensieri e rimuginìo

Pensieri e rimuginìo

5 strategie per lasciare andare


Invece di essere in apprensione, rimuginare o sbraitare, utilizza queste strategie per imparare a lasciare andare i tuoi pensieri e regolare le tue emozioni


Alcune volte, in alcune situazioni, la nostra mente è invasa da pensieri che creano emozioni  molto intense e difficili da gestire. Questi pensieri possono farci commettere errori anche gravi.

Altre volte poi sui nostri pensieri trascorriamo molto tempo a rimuginare: ”Perché io, Perché a me” oppure “Avrei dovuto dire, avrei dovuto fare”. Questo non fa che aumentare l’intensità delle nostre emozioni facendoci ancora una volta commettere errori di valutazione.

Cosa puoi fare?

Prima di tutto, in una situazione che hai valutato come spiacevole e che ti sta provocando un’emozione intensa e difficile da sostenere e gestire, fermati e:

  1. VALUTA IL MOMENTO E TROVA UN INSEGNAMENTO: Pensa a ciò che questa esperienza ti sta insegnando
  2. FOCALIZZATI SULL’IMMAGINE: Chiediti se questa situazione sarà ancora un problema tra 5 minuti, 5 mesi o 5 anni
  3. DAI UN NOME ALL’EMOZIONE: Chiamare le tue emozioni con il nome giusto può aiutarti a gestirle. Per esempio, pensa ad una parola che rappresenta l’emozione forte e scrivila su un pezzo di carta così che la parola sia al centro di un foglio

Prosegui in questo modo

A   N   S   I   A

Ora prova ascrivere qualcosa utilizzando ciascuna lettera della parola Ansia.

A _ sono Arrabbiata con mia madre

N _ Niente di quello che faccio mi fa star meglio

S _ Siamo sempre allo stesso punto

I _ Imparerò mai?

A _ Mi sento Ancora così male

A questo punto utilizza queste 5 strategie per gestire questi pensieri:

  1. IMMAGINAZIONE: Immaginati seduto di fronte ai binari di un treno. Ogni vagone porta con sé i tuoi pensieri. Tu sei lì ad osservare i pensieri che viaggiano davanti ai tuoi occhi
  2. PRENDERE LE DISTANZE: Immagina di poter osservare i tuoi pensieri scritti su una nube di fumo creata da un incendio. I pensieri spariscono in un attimo
  3. DISTORSIONI: Identifica se ci sono alcune distorsioni in ciò che stai pensando. Catastrofizzazioni ad esempio, oppure Palle di vetro
  4. ACCETTARE: Non ti piace la situazione, ma devi lavorare per accettare che è così e basta. Ripeti a te stesso:” E’ ciò che è”
  5. DORMIRCI SOPRA: Non reagire ai tuoi pensieri, ma rispondi a essi. Dormici sopra. Permetti a te stesso di prendere le distanze dalla situazione prima di agire sull’onda emotiva. Questo può aiutarti a ridurre l’intensità emotiva

Fonte: www.eatingmindfully.com

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05/07/17 Blog # , , , ,

3 strategie per calmare una mente stressata

3 strategie per calmare una mente stressata

Quando la tua mente è rapita da pensieri stressanti prova a utilizzare questi 3 esercizi che possono riportarti alla realtà

Tradotto da Elisha Goldstein1

La maggior parte delle persone che incontro vorrebbe essere più calma e più concentrata su ciò che conta veramente nella propria vita. Ma più siamo stressati e meno siamo aperti a idee creative.

Di seguito trovi 3 suggerimenti su cosa fare per calmare una mente stressata. Queste 3 azioni ti permetteranno di rallentare il ritmo della tua mente per fermarti e tornare alla realtà della tua vita.

Quando sei stressato:

  1. Rallenta. Letteralmente! Qualunque cosa tu stia facendo – camminare, parlare, scrivere, guidare – inizia a farlo a un po’ più lentamente. L’attività del cervello inizia a imitare ciò che il corpo sta facendo. Se rallentiamo le nostre azioni, la nostra mente inizia a rallentare e quella valanga di pensieri stressanti iniziano a diminuire
  2. Ammorbidisci il corpo. Nei momenti di stress il nostro corpo è teso, rigido. Probabilmente neanche ce ne accorgiamo, ma è il motivo per cui a sera avvertiamo dolori in varie parti del corpo: spalle, schiena, gambe. Durante la giornata prova a fare qualche movimento di streching consapevole: prenditi un momento per ammorbidire il tuo corpo, allunga le braccia, ad esempio, così da rilasciare la tensione nelle spalle o nel torace.
  3. Porta attenzione a una singola attività per volta. Qualsiasi cosa. Sappiamo con certezza che se la nostra mente si concentra su una singola cosa per volta allora si libera dalla frenesia dei pensieri. Se stai lavando i piatti, ascoltando un amico, mangiando… cerca di essere consapevole di ciò che stai facendo. Una sola cosa per volta

  1. Elisha Goldstein, psicologo, co-fondatore del Mindfulness Center for Psychotherapy and Psychiatry. Insegna MBSR e terapia cognitiva basata sulla Mindfulness

Fonti:

https://www.mindful.org/3-simple-remedies-stressed-mind/

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03/07/17 Blog

La storia del saggio

Spesso quello che ci appare come un disastro potrebbe rappresentare un dono

C’era una volta un vecchio saggio. Tutti gli abitanti del villaggio si rivolgevano a quell’anziano sapiente per chiedere consiglio. Un giorno d’estate andò da lui un contadino per chiedere consiglio «Vecchio saggio, non so cosa fare! Il mio bue è morto e non posso più arare i campi. È terribile! Penso sia la cosa peggiore che potesse capitarmi!»

Il saggio lo guardò negli occhi e rispose: «Forse sì, forse no».

Sconcertato l’uomo tornò a casa e spiegò che il vecchio saggio non era poi così saggio come sembrava, aveva ormai perso la ragione.

La mattina seguente, l’uomo per pensare al da farsi iniziò a vagare su per le colline finché non vide in lontananza un cavallo che pascolava. Pensò che quella fosse la soluzione ai suoi problemi e fece l’impossibile per catturarlo finché non riuscì nel suo intento. In quel momento l’uomo realizzò che aveva avuto molta fortuna: il cavallo lo avrebbe aiutato ad arare i campi molto più velocemente di prima.

Così tornò di corsa dal vecchio per fargli le sue scuse. «Avevi pienamente ragione, ti chiedo scusa. Se non fosse morto il bue non avrei mai fatto quella passeggiata e non avrei mai trovato il cavallo. Si tratta della cosa migliore che potesse accadermi».

Ma ancora una volta il vecchio lo guardò negli occhi e rispose con le stesse parole del giorno prima: «Forse sì, forse no».
Il contadino sbigottito pensò: mi prende in giro? non tornerò mai più a fargli visita!

Qualche giorno dopo, mentre il figlio era intento a domare il cavallo, fu scaraventato a terra e si ruppe una gamba. L’uomo, che aveva bisogno dell’aiuto del figlio per lavorare, continuava a ripetersi: «Che cosa terribile! Non poteva accadermi di peggio!»

E così ancora una volta tornò dal saggio e dopo avergli raccontato l’accaduto gli disse: «Tu devi essere capace di vedere nel futuro! Come hai potuto prevedere questa serie di eventi? Adesso sono veramente nei guai, e penso che sarai d’accordo con me: questa è la più grande catastrofe della mia vita».

E ancora il vecchio lo guardò e ribatté: «Forse sì, forse no».
Il contadino di arrabbiò tantissimo e se ne tornò a casa.

Il giorno dopo arrivarono al villaggio le truppe del re, alla ricerca di tutti gli uomini giovani e in forze che avrebbero dovuto combattere in guerra. A causa dell’incidente, il figlio del contadino fu l’unico tra i ragazzi del villaggio a non dovere partire per una guerra nella quale sarebbe con molta probabilità rimasto ucciso.


Spesso il modo in cui interpretiamo gli eventi provoca emozioni negative aumentando il nostro livello di ansia o di stress. Per la maggior parte del nostro tempo non siamo consapevoli del monologo interiore negativo che condiziona il nostro umore e il nostro vivere.

Cosa possiamo fare?

La Mindfulness ci insegna a notare tutto quello che accade nella nostra mente, tutti i pensieri e i monologhi interni negativi che facciamo. Ci permette di sperimentare la saggezza di ripeterci “forse sì, forse no” ogni volta che stiamo per interpretare le cose nella maniera più catastrofica. Fermatevi un momento. Ripetetevi “forse sì o forse no” e poi chiedetevi: “Non c’è un altro modo per analizzare la situazione?”


Liberamente tratto dal libro di Elisha Goldstein “Il momento è adesso: il potere della mindfulness per una vita senza problemi”

 

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29/06/17 Blog

Stress: cosa mangiare

10 cibi che possono aiutarti a tenere lo stress sotto controllo

Non tutti sanno che alcuni cibi possono essere degli ottimi alleati contro lo stress.

Siamo ciò che mangiamo

È importante, pertanto, conoscere le proprietà di quello che mettiamo sulle nostre tavole. Alcuni cibi possono, ad esempio, contribuire al mantenimento dei sintomi ansiosi. Molti altri invece, ci aiutano a sentirci meglio e a migliorare il nostro umore.

Ecco di seguito un elenco dei 10 cibi che possono aiutarci in caso di stress

  1. Arancia: è fonte di vitamina C. La vitamina C aiuta il corretto funzionamento del sistema immunitario e riduce i livelli di cortisolo
  2. Avocado: è ricco di Omega-3 e antiossidanti. L’alto contenuto di “grassi buoni” inibisce la produzione di colesterolo e migliora la comunicazione nervosa
  3. Mandorla: la vitamina E e le vitamine del gruppo B contenute in essa sono molto utili per il corretto funzionamento del sistema immunitario. Ti rendono più resilienti allo stress

  4. Pistacchi: sono tra la frutta secca quelli più variopinti e gustosi. Poveri di grassi. Ricchi di vitamine E e B. Favoriscono la protezione del sistema cardiovascolare. Regolano il contenuto di zuccheri nel sangue. Agiscono sull’umore rendendo stabile
  5. Salmone: contiene Omega-3 che aiuta a ridurre gli stati di infiammazione e dolore
  6. Spinaci: sono ricchi di magnesio. Il magnesio gioca un ruolo cruciale nella regolazione della pressione arteriosa. Durante forti periodi di stress, la pressione arteriosa tende ad aumentare
  7. Tè nero: riduce il naturale livello di cortisolo nel sangue. Il cortisolo è l’ormone dello stress ed è quello che ti spinge al desiderio irresistibile di cibi grassi e ricchi di zuccheri!
  8. Cioccolato fondente: contiene flavonoidi che agiscono sulle fibre muscolari del cuore, consentendo alle arterie di mantenersi flessibili e dilatate. Agisce inoltre da miglioratore dell’umore favorendo il rilascio di dopamina
  9. Latte scremato: aiuta a ridurre i sintomi dello stress e produce una sensazione di calma
  10. Farina d’avena: le fibre ti consentono di sentirti sazio per un lungo periodo di tempo permettendo così di regolare la quantità di zucchero nel sangue. I carboidrati complessi sono coinvolti ne rilascio di serotonina che produce un senso di quiete

“Mangia ciò che migliora il tuo umore”

 

Fonte:

Susan Albers. “Eating Mindfully”

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20/06/17 Blog

Controlli il tuo smartphone di continuo?

5 suggerimenti per usare lo smartphone in modo più consapevole


Lo smartphone è ormai diventato un prolungamento della nostra mano e della nostra mente.
Abbiamo applicazioni per qualunque cosa: ci ricordano di bere, ci contano le calorie dei cibi, ci indicano quanti passi dobbiamo fare…
Ogni applicazione ha le sue notifiche e così durante il giorno sono continui i suoni e le vibrazioni a cui siamo sottoposti.

Questo cosa comporta?

A ogni squillo corriamo a vedere “Chi” o “Che cosa” ci sta contattando, allontanando la nostra attenzione da quello che stiamo facendo. Siamo, dunque, continuamente distratti dalla nostra realtà per vivere in un mondo virtuale fatto di messaggi e avvisi.
Inutile dire che alcune applicazioni possono essere davvero interessanti e utili.
È, dunque, necessario rendere il nostro smartphone funzionale, ma di usarlo con consapevolezza. 
Tristan Harris, progettista di Google e fondatore di “Time Well Spent” suggerisce questi 5 piccoli espedienti per rendere il nostro smartphone al nostro servizio e non viceversa.

1. Disattivare le notifiche

Rendi silenziose tutte le notifiche delle applicazioni installate sul tuo dispositivo. In questo modo quando il tuo smartphone squilla o vibra saprai che c’è davvero qualcuno che ti sta cercando.

2. Imposta notifiche personalizzate

Scegli suono e vibrazione specifiche per i tuoi contatti. Saprai chi ti cerca dal suono è deciderai se è il caso di distratti da quanto stai facendo o aspettare prima di rispondere.

3. Rendi semplice la schermata iniziale

Lascia sulla prima pagina sono applicazioni utili: contatti, messaggi, chiamate, calendari. Crea una seconda o terza pagina anche con cartelle che racchiudono le applicazioni. Puoi accorpare le applicazioni in base al “tema”: acquisti, musica, divertimento, ecc.

4. Sposta periodicamente le applicazioni

Se sappiamo perfettamente dov’è quell’applicazione saremo più facilmente tentati di guardare in modo automatico. Spostare le applicazioni continuamente ci permetterà di effettuare una scelta consapevole su quale applicazione consultare e a quali aggiornamenti interessarsi.

5. Spostare le applicazioni inutilizzate

Raccogliere le applicazioni inutilizzate in una cartella in seconda schermata ci “costringerá” ad usare la funzione ricerca per vedere gli aggiornamenti che ci interessano davvero.


Non possiamo rinunciare al nostro smartphone, fa parte della nostra vita lavorativa e sociale. Possiamo però effettuare una scelta consapevole ogni volta che lo accendiamo

Ecco altri semplici suggerimenti per rendere il nostro smartphone Mindful.

1. Il nostro smartphone potrebbe diventare l’occasione per fare una piccola pratica di Mindfulness

Mark Epstein, psichiatra e scrittore, suggerisce di meditare con i suoni del nostro smartphone e di osservare come cambiano le reazioni del nostro corpo al silenzio, al suono di un messaggio, allo squillo di una chiamata. Con molta probabilità la mente si distrarrá correndo dietro a pensieri su quello squillo, ma per 10 minuti della nostra giornata, possiamo provare a stare fermi, osservare i pensieri e tornare alle sensazioni del corpo in risposta a quel suono. Finita la pratica chiameremo, leggeremo il messaggio o la notifica.
Una piccola puntualizzazione. Se è l’unica pratica che farai durante la giornata o se hai iniziato da poco a praticare la Mindfulness, scegli qualcosa meno distrente e tieni il cellullare spento per quei minuti.

2. Imposta dei promemoria per meditare

3. Utilizza uno sfondo che ti ispiri e ti ricordi di meditare

4. Scegli immagini rilassanti e piacevoli per quei contatti meno simpatici

5. Usa la password come promemoria per respirare.

6. Scarica applicazioni con suoni o meditazioni

Ce ne sono tante davvero. Prova Insight timer.

7. Carica meditazioni guidate nella cartella musica così che quando hai pause, puoi sfruttare quel tempo per far riposare la tua mente


Fonti:
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